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Coronavirus, Milano: azzerati gli acquisti di casa per investimento. Ma c'è chi guarda al futuro...

Tobia De Stefano
Tobia De Stefano

Mi sono laureato in legge e me ne infischiavo dell'economia, poi ho iniziato a fare il giornalista, gavetta-collaborazioni-pochi quattrini, e ho capito che senza soldi non si cantano messe. Da quel momento la gestione dei risparmi è diventata la mia passione. Ed eccomi qui a curare un blog sui “Vostri soldi” per il sito più irriverente che potete trovare in rete.

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Cosa succederà a Milano? Quali effetti avrà questa crisi sulla Lombardia? Tornerà tutto come prima o l’area geografica più ricca del Paese ne uscirà con le ossa rotte? Sono alcune delle domande che – volendo pensare al dopo – molti si stanno ponendo in questo momento. Difficile dare una risposta senza partire da una premessa di principio: tutto dipenderà dai tempi. Se la crisi, almeno nella sua versione più acuta, durerà qualche settimana è un conto, se invece dovesse continuare per mesi si aprirebbero scenari catastrofici.  

Se come spesso accade, anche in questo caso l’immobiliare dovesse prevenire i mutamenti economici potremmo dire che Milano regge, mentre la Regione inizia a dare i primi segnali di cedimento. Sul settore della domanda, innanzitutto e poi anche sui prezzi. "Osservando le visite sul nostro portale – spiega a Libero il responsabile dell’ufficio studi di idealista Vincenzo De Tommaso – vediamo che in Lombardia c’è stata una contrazione della domanda di immobili del 40%, contro il 10-20% di Milano. Nell'ultimo mese, dal giorno della prima vittima da Coronavirus in Italia, non abbiamo notato nessuno scostamento significativo sui prezzi di vendita delle case, ma è probabile che nelle prossime settimane ci possa essere una flessione".  Come mai? "Una parte del mercato immobiliare in città è legato all’acquisto per investimento. Molti privati cercavano monolocali o bilocali per darli poi in affitto agli studenti o ai turisti stranieri con la formula dell’Airbnb, oggi questo mercato praticamente non esiste più e sarà così per diversi mesi".

Il discrimine resta il tempo. "È chiaro che uno shock del genere provochi un effetto altrettanto forte, tuttavia se la crisi dovesse risolversi prima dell’estate – continua De Tommaso – noi prevediamo una sorta di stop and go del mercato. Il Coronavirus ha contagiato Milano nel suo momento di massimo splendore sia economico che sociale e culturale, ha interrotto una corsa, anche in relazione ai prezzi delle abitazioni, che sembrava inarrestabile. Ora, se questa interruzione dovesse essere di breve periodo, Milano e anche il settore immobiliare della città non subirà grandi ripercussioni, anche per via dell’offerta che fino a questo momento era molto più bassa della domanda, ma se al contrario l’emergenza dovesse prolungarsi anche quella che è la piazza più dinamica del nostro Paese potrebbe risentirne".

Per adesso, infatti, non ci sono ancora stati effetti pratici della crisi sull’economia reale. Ma appena le prime aziende inizieranno a chiudere e i primi lavoratori – che hanno sottoscritto un mutuo -  perderanno il posto, la situazione potrebbe precipitare. Certo, ci sono i paracadute predisposti dal governo che almeno inizialmente potrebbero tamponare l’emorragia, ma poi?
"C’è un dato – conclude il responsabile del portale sul mattone – che ci fa ben sperare. Nonostante la situazione caotica, gli utenti che hanno salvato i loro immobili tra i preferiti sono aumentate del 10% rispetto al periodo pre-crisi. Vuol dire che sono tanti quelli che si proiettano oltre, ma significa anche che nell’ipotesi più ottimistica – quella di un’emergenza di breve periodo – potremmo ritrovarci con qualche opportunità in più rispetto al passato". 

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