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Complimenti per la trasmissione

Se Pamela Prati profana "Chi l'ha visto?"

Anche Raitre è cascata nella trappola della Pamela (seppur con buone intenzioni)

31 Maggio 2019

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Prati in pianto

Pamela Prati a Chi l'ha visto?

La donna in studio ha sguardo cupo (e vorrei pure vedere…) affogato nel mascara, il tailler nero, i pensieri oscuri che sia allungano sul volto delle vere protagoniste in collegamento in studio, tali Jolanda e Ketty, vittime delle cosiddette “truffe romantiche”. La scena da Chi l’ha visto? (Raitre, mercoledì, prime time) è spiazzante.

Ed è curioso che, per evitare di parlare - per l’ennesima volta- di Pamela Prati, noi si debba parlare di Federica Sciarelli che invita la Prati nella sua trasmissione delle anime dimenticate. Ora, io capisco, per quanto mi è possibile, l’estetica della provocazione. Figuriamoci: Sarte nelle fabbriche, Cicciolina in Parlamento, Magalli al Quirinale: sono tutte incursioni nel grottesco di gran fascino. E capisco che Federica voglia “forzare il blocco” come si dice tra gli sceneggiatori, quando afferma: “ Tutti parlano di Pamela Prati ma nessuno parla di tutte quelle donne che oggi vi mostriamo. Sono donne invisibili perché non fanno parte del mondo dello spettacolo, sono state truffate e sono donne invisibili di cui nessuno parla. E allora, noi abbiamo invitato Pamela Prati perché noi oggi vogliamo lanciare dei messaggi importanti, perché queste truffe continuano". Federica vuol provocare. E inquadrando, per attimi eterni, la Pamelona con l’occhio lucido, vuole dare “un messaggio fortissimo”, portando all’audience del servizio pubblico l’esca del trash più ubiqua sulla piazza. Che è un po’ come issare l’Alvaro Vitali delle commedie scollacciate anni 70 in un corteo di femministe alla Susan Sontag nella New York anni 60. Federica, in realtà, non è nuova queste botte di marketing sociale. Una volta lesse, asetticamente, in diretta tutte le email agghiaccianti di gente che le augurava di essere brutalizzata. Fu un pugno allo stomaco. Ma stavolta, diamine, è diverso.

 Stavolta non solo la presenza della Prati ha cannibalizzato ogni tipo di storia raccontata in puntata; ma soprattutto, l’apparizione in contemporanea della soubrette a Live-Non è la D’Urso ha dato l’idea di un’enorme giostra di propaganda. So che non è vero, ma la percezione è che la signora abbia usato ancora una volta il servizio pubblico per battere la grancassa. Ed è così che una griffe di qualità come Chi l’ha visto assomigliava ad una puntata di Uomini e donne ma col finale tragico (un 10% di share vale questo?)...

 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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