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Irpef, arriva la nuova stangata:la sanità delle Regioni è in rosso?Il buco lo pagheremo noi

La maggiorazione dell'aliquota anticipata per ripianare il deficit. Slittano i tagli ai ministeri di Interni ed Esteri. Sforbiciata alle intercettazioni

Andrea Tempestini
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  Una nuova mazzata in arrivo: per pagare il deficit sanitario delle Regioni in rosso la maggiorazione dell'aliquota dell'addizionale regionale Irpef, dallo 0,5% all'1,1%, potrà essere anticipata dal 2014 al 2013. Il provvedimento coinvolge le otto Regioni in disavanzo sanitario: Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. E' quanto è stato previsto da un emendamento del Pdl alla spending review, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. "Le regioni sottoposte al piano di stabilizzazione finanziaria potranno disporre con propria legge l'anticipo all'anno 2013 della maggiorazione dell'aliquota dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche", in base al decreto legislativo di maggio 2011 che prevedeva l'aumento dell'addizionale a 1,1 punti percentuali ma dal 2014. Monta la protesta - Per gli enti locali, nel dettaglio per i Comuni, c'è anche una buona notizia: un altro emendalmento, firmato dai relatori Gilberto Picchetto Fratin del Pdl e Paolo Giarretta del Pd, prevede l'arrivo di 800 milioni attraverso le Regioni. Ma questo non basta a fermare la protesta e i malumori degli enti locali, che hanno messo nel mirino Mario Monti. Le preoccupazioni vengono amplificate da un rapporto della Corte dei Conti, secondo la quale le amministrazioni locali "sono molto esposte a vincoli e restrizioni". Secondo i giudici contabili, per Regioni, Province e Comuni, il calo degli investimenti statali nel 20120-11 è stato vicino al 20%, mentre le amministrazioni centarli sono "meno colpite dagli effetti di contenimento". Allarme di Comuni e Province - In un contesto di alta tensione, si ricorda anche l'allarme lanciato ieri, mercoledì 25 luglio, dall'Anci, l'associazione dei Comuni, che ha sottolineato come sarebbero a rischio i pagamenti di agosto per molti dipendenti comunali. E a stretto giro di posta è arrivato, oggi, l'allamre delle Province sulle possibili ripercussioni che potrebbero avere i tagli sui servizi ai cittadini: "I tagli alle Province sono tali da mettere a rischio i servizi essenziali ai cittadini, a partire dalle scuole, e di fare prefigurare la messa in mobilità dei dipendenti delle Province. Facciamo appello ai capigruppo parlamentari perché intervengano immediatamente", ha dichiarato il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione.  Sciopero farmacie - Il malcontento cresce anche tra i farmacisti: saracincesche abbassate oggi per lo sciopero delle farmacie proclamato da Federfarma per protestare contro i tagli previsti dalla spending review in discussione al Senato (vengono garantite le aperture degli esercizi di turno e di quelli comunali). In molti esercizi sono stati affissi manifesti e volantini con le motivazioni della protesta: "Il governo taglia i farmaci per i cittadini e non interviene sugli sprechi", si legge nel manifesto di una farmacia romana dove c'è anche l'invito rivolto ai clienti a protestare insieme con i farmacisti "per continuare a disporre dei farmaci necessari alla salute e per non perdere la tua farmacia sotto casa". Secondo Federfarma, i tagli previsti dal decreto sulla spending review "rappresentano una misura iniqua e insostenibile per le farmacie italiane". Taglio alle intercettazioni - Tra gli altri emendamenti ne spunta uno che prevede un nuovo taglio pari a 5 milioni di euro alle risorse destinate alle intercettazioni telefoniche: il risparmio previsto per il 2012, secondo il testo, è pari a 25 milioni di euro, e non 20 milioni come previsto originariamente. Seguendo questa strada gli uffici giudiziari sul territorio saranno chiamati a sforbiciare un po' meno: 30 milioni anzichè 35. Slittano le sforbiciate ai ministeri - Infine slittano i tagli al presonale dei ministeri degli Interni e degli Esteri. Vengono previsti sei mesi in più per la riduzione dei dirigenti e del personale sia per "il personale dell'amministrazione civile dell'Interno" sia per il personale "in servizio all'estero" del ministero degli Affari esteri. Il termine in questi due casi non è fissato al 31 ottobre 2012, come previsto per tutti dall'articolo 2 del decreto spending review, ma al 30 aprile 2013. Lo prevede un emendamento dei relatori Paolo Giaretta e Gilberto Pichetto Fratin presentato alla Commissione Bilancio del Senato.  

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