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Vittorio Feltri: "Non voglio morire di coronavirus. E Conte, Fontana e Zaia hanno tutelato la nostra salute"

 Vittorio Feltri

Vittorio Feltri
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Caro professore, la tua dotta disquisizione sulla sospensione forzosa delle libertà nel nostro Paese è davvero interessante.
In effetti, a causa del virus, che non comporta un banale raffreddore, i cittadini sono pressoché agli arresti domiciliari. Non si può circolare né varcare la soglia di un parco e fare una corsetta, è vietato andare dal parrucchiere nonché accedere al bar per bere uno spritz o un caffè in santa pace. Siamo un popolo di semireclusi, impossibilitato a vivere secondo le proprie consolidate abitudini. In pratica abbiamo mani e piedi legati. E questo, come dici tu, teoricamente non è legale.


Quindi dovrei condividere quanto esponi nel tuo articolo ben motivato, eppure la situazione in cui ci troviamo, dominata dal rischio virus, mi induce a pensare che, in realtà, il nostro pessimo governo in questo caso si è limitato ad approvare norme, magari un po' confuse oltre che discutibili, non per farci un dispetto bensì per proteggerci da un morbo che ha dimostrato di essere peggiore del Consiglio dei ministri. Quando la nazione è in pericolo, e oggi lo è, bisogna adottare misure eccezionali, a costo di sforare le garanzie della Carta a tempo determinato.

Tra l' altro, illustre professore, pur comprendendo le tue perplessità a riguardo del regime provvisoriamente creatosi, mi domando che tipo di soluzione alternativa a quella promossa dall' esecutivo e dalle regioni tu avresti scelto onde evitare di mortificare la democrazia liberale.

In altre più crude parole, al posto di Conte, Fontana e Zaia come ti saresti comportato? Avresti preferito che ciascuno di noi continuasse a campare come se il Covid-19 fosse una mosca innocua? Avresti consentito che gli esercizi commerciali e pubblici restassero aperti ed avresti autorizzato le folle a gironzolare per le città, lasciando che Corona mietesse vittime? Ciascuno di noi suppongo tenga maggiormente alle propria salute piuttosto che alle forme imposte dal dettato costituzionale.
Naturalmente, lo ripeto, non è piacevole essere segregati tra le quattro mura dove la noia la fa da padrona, però non lo è neppure finire all' ospedale, dove ormai i posti disponibili sono pochi, nel tentativo di battere l' infezione. Se hai idee migliori delle mie fammele sapere. Aggiungo soltanto che prediligo campare rispettando un sacco di limitazioni piuttosto che morire da liberale.

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