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Vittorio Feltri: "Secondo Michele Serra noi lombardi siamo dei cogli*** perché lavoriamo"

 Vittorio Feltri

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Secondo Michele Serra, giornalista ex comunista (lavorò all' Unità, organo del Pci), noi lombardi siamo tradizionalmente dei coglioni, poiché abbiamo la cattiva abitudine di sgobbare, peggio, di pensare soltanto al lavoro trascurando tutto il resto, soprattutto l' ambiente. Egli citando uno scrittore inglese, Ian McEwan, afferma: «Quanto è brutto il cielo di Lombardia quando è brutto». L' aria come una discarica, l' acqua come una discarica, la terra come una discarica, la vita intera immolata, come un capretto sull' altare del fatturato. «I lombardi - puntualizza Serra - si sono dati i governi che volevano: li hanno votati, hanno sempre ignorato ogni correzione alla religione del profitto. I conti devono farli loro, e tra loro».

Scusa, Michele, ma quando mai abbiamo chiesto aiuti ad altri per aggiustare le nostre finanze? Non siamo noi ad aver bisogno di voi, semmai è il contrario. Quanto ai governi, ovvio, li abbiamo designati, mancava solamente che ce li selezionassi tu. Se non erro, in democrazia le regole sono queste. Che bei pensierini ha espresso Michele! Peccato che non appaiano aderenti alla realtà. Tanto per cominciare, faccio presente che questa disprezzata regione, inquinata quale immondezzaio, detiene un record nazionale: in essa si campa più a lungo.

 

 

Segno che lo smog è un toccasana? Oppure che McEwan e chi lo prende ad esempio sono spesso preda di allucinazioni? Propendo per la seconda ipotesi in quanto suffragata da dati statistici inequivocabili.
Ritengo che la longevità dei milanesi, dei bergamaschi e dei bresciani sia dovuta non certo a questioni antropologiche, bensì al fatto che da queste parti la sanità sia più efficiente che altrove. Si vede che i cittadini non perseguono solamente il guadagno, piuttosto si consacrano più di altri italiani al buon funzionamento del Welfare. Innegabile che nella regione sotto accusa si sfacchini parecchio, come del resto in Veneto.
Tuttavia il popolo non è monoculturale. Tant' è che Leonardo tra l' Arno e i Navigli preferì questi ultimi, e Manzoni non nacque né visse a Canicattì.

Consiglio a Serra di aggiornare le sue opinioni inesatte compiendo un salto alla Bocconi e al Politecnico oppure all' Università di Bergamo, i cui frequentatori non sono magutt bensì studenti provenienti dall' intera penisola. Mi rifiuto di credere che tanti giovani raggiungano la Lombardia per respirare aria sporca; ho il sospetto che immigrino allo scopo di ricevere una istruzione di alto livello la quale consenta loro di campare meglio. Mi sembra un' idiozia attribuire il dilagare del virus ai muratori orobici, agli operai e ai piccoli industriali brianzoli. Mi risulta che la micidiale infezione abbia colpito la Spagna, la Germania, l' Inghilterra, gli Usa e la Cina, cioè mezzo mondo. Improbabile che gli untori siano abitanti dell' area Bovisa. Le malattie sono come le mestruazioni: quando arrivano te le tieni senza incolpare Tizio o Caio.

E veniamo al dio Soldo, che fa schifo alla sinistra - per esempio al ministro Boccia - allorché si tratta di porre mano al portafogli per sganciare denaro, però senza il quale non si ordina neanche una pizza. Non solo, questo esecutivo che odia il valsente sta studiando di infliggerci una sorta di patrimoniale. Da ciò si evince che a Palazzo Chigi trionfa l' ipocrisia.


I progressisti provano avversione per i quattrini che sono chiamati a versare e amano quelli che possono prelevare a noi: ci vuol poco a derubarci, basta una leggina approvata di notte nello stile dei ladri di Pisa.

Ultima annotazione dedicata al collega Serra di Repubblica. Senza le monete che i lombardi regalano a Roma sotto forma di tasse inique l' Italia del sole, del mare e dei mandolini cadrebbe in malora a prescindere da Corona. Sia fatta la volontà di dio, Soldo.

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