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Vittorio Feltri, i metodi di Giuseppe Conte: "Ruba ai poveri per dare ai ricchi"

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L'informazione martellante del governo a noi poveri sudditi ci invoglia a mettere mani nelle case allo scopo di migliorarne il funzionamento. Prendiamo la caldaia un po' vecchiotta situata in cantina. Se ci viene l'uzzolo di cambiarla con una più moderna e funzionale, lo Stato ci rimborsa la spesa non al cento per cento, che sarebbe già un eccesso di generosità, bensì al 110 per cento. Per semplificare: se la fattura per la citata fornitura ammonta a 20 mila euro, e sto basso, la pubblica amministrazione ti restituisce 22 mila euro. Tu rinnovi gli impianti della abitazione in cui vivi e Conte, mosso da bontà d'animo, non si limita a pagarti ogni onere: ti regala il dieci per cento del totale che hai sborsato a titolo di incoraggiamento.

 

 

Ma da quando in qua l'amministrazione dona soldi a chi rinfresca le strutture dell'appartamento di proprietà? Un tale provvedimento, in un Paese gonfio di debiti e finanziato dall'odiata Europa, teso a distribuire denaro a chi spende per i fatti propri di certo fa piacere a coloro che incassano quattrini à gogo, però bisogna interrogarsi sul senso di simile dissennata operazione. Difficile comprendere come mai una nazione indebitata fino al collo debba distribuire contanti a chiunque decida di migliorare gli impianti domestici, naturalmente pescando le risorse nelle tasche della collettività. Fosse solo questo.

L'esecutivo fornisce bonus a chi va in vacanza. Capirei supportare gente che dopo il Covid rinuncia alle ferie, avendone già godute durante la chiusura totale di qualsiasi attività, e si butta nel lavoro. Tuttavia foraggiare persone che vanno al mare a grattarsi il ventre è una idiozia sesquipedale. Inoltre, mi spiegate per quale arcano motivo uno che compra la bicicletta debba essere aiutato a sostenerne il prezzo di acquisto? Sorvoliamo sui monopattini, pure questi semidonati da Conte, benché siano strumenti micidiali e odiosi. Veniamo ad altri bonus, per esempio quelli elargiti alle partite Iva. Risulta che fiumi di euro siano stati distribuiti a varie aziendine e professionisti, e non si afferra la ragione di tale erogazione.

Si dà poi il caso che migliaia di addetti alla manodopera in Cassa integrazione guadagni da mesi attendano invano l'obolo destinato per legge a operai rimasti senza posto di lavoro. Ma che metodi sono? Una volta si diceva che non è male rubare ai ricchi per dare ai poveri, ora si tende a fare il contrario e non ci sembra una bella cosa. Anche perché alla fine della fiera ogni promessa del premier parlatore indefesso finisce in una bolla di sapone. I fondi non ci sono e il popolo riceve solamente pernacchie. L'assistenzialismo promosso con insistenza dal gabinetto foggiano si rivela solo vocale e non fattuale. Quindi accantoniamolo e torniamo a far prevalere sulla megalomania di Palazzo Chigi l'attitudine ad applicare il principio intramontabile secondo cui è meglio attenersi al conto della serva.

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