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Coronavirus, il governo "dei paradossi": aiuti a chi sfreccia in monopattino, non ai contagiati

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Matteo Mion
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In presenza di una pandemia, il governo studia misure di sostegno dell'economia e non dei malati: che stranezza! È troppo banale o immediato dare un aiuto ai primi bisognosi, ovvero i contagiati? Anche nel migliore dei casi, cioè di contagio asintomatico, il soggetto deve patire una quarantena che rende impossibile qualsivoglia attività lavorativa e sociale, perché costretto all'isolamento domiciliare: giuridicamente contagio uguale danno! Siamo così globalmente invasati di Pil e spread che a fronte di 35.000 italici decessi, non diamo due spicci alle famiglie colpite dal Covid, ma agli acquirenti di monopattini: non è stravaganza, ma follia!

Ora, non ci aspettiamo particolare sensibilità giuridica dal ministro Speranza per evidenti limiti oggettivi, ma l'avvocato del popolo, in arte Giuseppi, un pensierino di banalissimo diritto potrebbe pure farlo. Sono vari gli indennizzi previsti dalla normativa italiana in favore di soggetti colpiti da patologie invalidanti, come ad esempio la poliomielite, e non vi è motivo per non farvi rientrare coloro che siano afflitti da coronavirus. Ciò non significa dimenticare imprese o essere contrari a misure come la Cig a favore di chi ha difficoltà lavorative, ma non dimenticare i danneggiati diretti e immediati dal Covid. Ovviamente l'indennizzo va graduato in base alle lesioni: il danno minimo è la quarantena, il massimo - ahinoi - il decesso. Finanziare fannulloni con reddito di cittadinanza anziché gli intubati per coronavirus è un'aberrazione non giuridica, ma del buon senso.

 

 

Almeno i quattrini provenienti dall'Ue dovrebbero andare in primis ad aiutare le famiglie private dell'affetto e del reddito di un caro estinto o gravemente malato. È pur vero che questa ingiustizia non riguarda solo l'Italia, ma trattasi di stravaganza globale: il presupposto dell'aiuto governativo non è la lesione del bene fondamentale della salute, ma di quello economico. Eppure è sin troppo scontato intuire che i primi sofferenti di una pandemia sono coloro che l'hanno contratta. Certo solo il governicchio in carica a Roma poteva fare un salto così esilarante arrivando al click day per i monopattini (in quanto mezzi a motore dovrebbe vigere l'obbligo di assicurazione) per compensare i danni nefasti di una tragedia mondiale. L'errore madornale è posizionare nella gerarchia dei valori il lavoro davanti alla salute, ma ricordiamoci che senza lavoro si campa, male o troppo bene a seconda delle tasche e dei punti di vista, ma senza salute né si lavora, né talvolta si campa.

 

 

Il piagnisteo solidarista che s' impietosisce o fa finta di farlo per qualsiasi soggetto in difficoltà al punto da fare delle disgrazie un business dimentica i danneggiati dal Covid. Abbiamo onlus e raccogliamo fondi per chicchessia, adottiamo cani a distanza, i Comuni sovvenzionano progetti per ingabbiare orsi nei boschi, ma dimentichiamo i morti da coronavirus. Finanziamo le rianimazioni, ma non i rianimati. Il grande assente mondiale è il buon senso. Sù Giuseppi, scenda dal Falso, pardon albero quotidiano, e ci faccia un pensiero

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