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Sanremo 2021, Vittorio Feltri cala la mannaia: "Buffonata firmata Rai, una boiata infinita"

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Vittorio Feltri
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Tra qualche giorno comincerà il Festival di Sanremo che ci ha rotto le scatole ancor prima di iniziare. Infatti ogni tre minuti la Rai, da settimane, ci propina degli spot infantili, per non dire cretini, onde reclamizzare la manifestazione più vecchia e tediosa della storia. La quale da sempre, salvo gli albori degli anni Cinquanta, offre uno spettacolo insipido e musicalmente scadente. Ricordo alcune canzoni remote talmente idiote da far accapponare la pelle, per esempio "Vola colomba", "Papaveri e papere". Ma erano altri tempi, la guerra era finita da poco e gradivamo maggiormente i gorgheggi di Nilla Pizzi al crepitare delle mitragliatrici e dei plotoni di esecuzione.

 

 

Non disponevamo di nulla per divertirci e accettavamo anche Nunzio Filogamo il quale dalla radio disinformava circa l'andamento della gara. È passato oltre mezzo secolo da allora, il mondo è cambiato, è mutata di conseguenza pure l'Italia, stravolta dall'evoluzione tecnologica e sociale, eppure il Festival sostanzialmente non ha subito metamorfosi, ora è un reperto archeologico senza nemmeno il valore di un sasso. Si ribatterà che la gente lo segue numerosa, a livelli da record: grazie al cavolo, durante le serata in cui trionfa il trullallero trullallà la Rai realizza una sorta di monopolio, né le altre emittenti osano proporre programmi concorrenziali. Inoltre, nelle famiglie ci si sintonizza per pigrizia e curiosità con Sanremo, come succedeva una volta quando andava in onda "Tutto il calcio minuto per minuto". Che era un ottimo programma.

 

 

In ogni caso, in mancanza di alternative degne, il popolo sbadigliante si accontenta di ascoltare canzoni di solito mediocri, intonate sul palco nazionale più famoso. La prossima edizione del tormentone canoro si svolgerà sotto l'incubo della pandemia in atto, a causa della quale il teatro della competizione vocale sarà privo di pubblico, pertanto non si capisce perché i giornali mobilitino degli inviati per seguirla, considerato che non ci sarà nulla da raccontare. Infatti i motivetti sgangherati in gara saranno trasmessi in diretta dalla tv e tutti da casa potranno, loro malgrado, udirli, senza bisogno che i cronisti ne illustrino la genesi, ovviamente per niente interessante. Se poi teniamo conto che al termine di ogni esibizione si scateneranno i social con i loro commenti del tubo, ecco che spicca la totale inutilità dei resoconti della stampa, già in crisi e senza disponibilità di soldi da buttare allo scopo di finanziare il soggiorno (dispendioso) in Riviera ai propri dipendenti incaricati di narrare stupidaggini e retroscena manchevoli di qualsiasi benché minimo appeal. Vero che la Rai con questa buffonata incassa, pare, parecchi milioni di euro, tuttavia segnalo che i cittadini pagano un canone cospicuo e non è il caso di punirli infliggendo loro una boiata che mortifica le sette note.

 

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