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Ennio Doris, il ricordo privato di Alessandro Sallusti: "Perché era un grande amico contadino"

 Ennio Doris

Alessandro Sallusti
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Un anno fa Ennio Doris compiva ottant’anni e gli amici raccolsero in un libro (Ennio Doris, 80 anni di ottimismo, edizioni Mondadori) una serie di interviste a persone che lo avevano conosciuto e che si erano onorate della sua amicizia. Immeritatamentef inii anche ioin questa cerchia e interpellato mi venne spontaneo definire Ennio Doris “un contadino”. Finita l’intervista avrei voluto ritirare quell’affermazione pensando, da stupido quale sono, che il presidente non l’avrebbe presa bene. Seppi poi che invece la cosa lo divertì molto, tanto che fu stampata.

 

 

Perché "contadino"? Perché in effetti Doris nasce in un contado padovano, Tombolo, perché suo padre lavorava la terra, perché come scrisse un filosofo greco "il contadino non nutre pensieri malevoli", perché un uomo come lui che viene dalla terra ha i piedi ben piantati ma osserva il cielo per capire cosa succederà domani, perché sa che la sua fortuna non dipenderà dalla sua scaltrezza ma dal rispetto che avrà per ciò che gli è affidato, le bestie e i campi, oggi i suoi clienti. E in quell'occasione lo paragonai anche a un altro uomo di origine contadine immigrato bambino in America all'inizio del secolo scorso che, divenuto grandicello, come Ennio Doris aprì una sua piccola banca.

 

 

Il suo nome era Amedeo Peter Giannini, quella piccola banca oggi si chiama Bank of America. Un successo planetario basato su un banale quanto rivoluzionario principio: un vero banchiere quando qualcuno è in difficoltà non scappa con la cassa, ma la apre. Cosa che è nel dna di Mediolanum come ha dimostrato risarcendo, unica banca, i suoi clienti del crac Lehman Brothers e soccorso chi ha avuto problemi durante le emergenze provocate dai grandi terremoti e più di recente dal Coronavirus.

 

 

Io di uomini importanti ne ho conosciuti tanti ma il presidente Ennio era unico. Non l'ho mai percepito come il più grande dei banchieri, né lui mi ha mai detto una sola parola per apparire tale. Quelle rare volte che mi è capitato di chiacchierare solo con lui lo sfinivo di domande che spaziavano dal ciclismo, sua e mia grande passione, alla vita, alla famiglia al lavoro. Mi sembrava di essere con il nonno che non ho mai conosciuto o il padre che ho perso troppo presto. Cioè con quelle poche persone a cui riconosci il diritto di guidarti nella vita. Grazie "presidente contadino" per avermi permesso di conoscerti (e un abbraccio a donna Lina, tuo unico e grande amore).

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