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Silvio Berlusconi frena i nemici del bipolarismo: Pietro Senaldi svela l'ultima mossa del Cav

Silvio Berlusconi

Pietro Senaldi
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«Bipolarismo bastardo»;il copyright è di Renato Brunetta. Ma se il bipolarismo è bastardo, quanti quarti di nobiltà si possono riconoscere alle ammucchiate travestite da governo tecnico al riparo delle quali i politici si assembrano per salvare poltrone e stipendi? E come si fa a credere all'unità dei riformisti se quasi tutti i partiti che sostengono la maggioranza, da M5S al Pd, da Forza Italia alla Lega, sono divisi in almeno due, ma più spesso in tre o quattro correnti? E il centro, che vede il tentativo di alleanza, ma guai a parlare di unione, tra Renzi e i centristi di Toti, poi forse da allargare a Calenda e Quagliariello, cos' è? Intesa promiscua e bastarda o ritorno a radici comuni mai avute? È probabilmente proprio in odio al bipolarismo bastardo, da lui stesso evocato in un'intervista alla Repubblica versione 5.0, che a scanso di promiscuità non c'entra deliberatamente nulla con le quattro varianti precedenti, che il ministro forzista Brunetta non ha sostenuto un candidato di centrodestra al Quirinale.

 

 

Poiché Draghi si rivolge a Renato Brunetta loro solo tramite monosillabi assertivi e i cittadini non li ascoltano, i politici ormai si parlano unicamente l'un con l'altro anche quando affidano alla stampa le loro elucubrazioni. Facciano, ma tra un anno il conto arriverà. È ormai coscienza condivisa del Paese che in Parlamento stia germogliando un nuovo partito, composto da onorevoli non bastardi di almeno sei o sette altri partiti, il cui sogno sarebbe traguardare il governo Draghi oltre la scadenza elettorale dell'anno prossimo, magari anche per tutta la futura legislatura. Per attuare il piano bisogna far fuori la Meloni, schiacciandola a destra, ridurre Salvini a una minoranza addomesticabile, spaccare M5S e cancellare ciò che fu, agevolando la divisione tra Conte e Di Maio nonché il ritorno di Alessandro Di Battista.

Poi tutti allegramente al centro, a rappresentare elettori che non ci sono. Ora, che il bipolarismo sia bastardo, nel senso che in Italia non c'è mai stato per davvero e a sinistra ha prodotto il casino dell'Ulivo e i suoi frutti aspri, che altro non sono che un coacervo di divisioni che hanno portato il Pd a tripartirsi, è indubbio. Come è indubbio che anche dall’altra parte esso non abbia avuto miglior fortuna, se è vero che proprio ieri Salvini ha dichiarato che il centrodestra al momento non c’è e che da una settimana la Meloni dice di voler ballare da sola. Ma quel che sfugge a Brunetta è che, seppure gli schieramenti possono essere bastardi, non lo sono gli elettori, i quali, per dirla con Prodi, del quale immaginiamo ormai molti suoi avversari conservino un’immaginetta ai piedi del letto, sono o di centrodestra o di centrosinistra, e nella maggior parte dei casi senza neppure la parola centro.

 

E per fortuna a capo di Forza Italia c'è ancora Berlusconi, che di consenso e di elettori capisce, il quale, e sembra una risposta a stretto giro, proprio ieri ha ribadito che Forza Italia sta nel centrodestra, con tanti saluti a chi ha altri progetti. E con i migliori auguri di trovare un'intesa pura a chi sogna un'unione riformista tra quanti su economia, sovranità, accoglienza, politicamente corretto, visione culturale, tasse e lavoro hanno idee diverse e spesso contrapposte. Al momento, il progetto di convergenza al centro, più che l'unione dei riformisti, sembra quella degli opportunisti in cerca di una cuccia calda.

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