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Una parola per dire tutto: come il potere dell’hashtag cambia in base al social media

16 Agosto 2019

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(Milano, 16 agosto 2019) - Milano, 16 agosto 2019 - Ogni giorno ciascuno di noi ha a che fare con un dirompente flusso di informazioni, immagini e messaggi, sempre più difficili da selezionare. Uno strumento particolarmente utile per districarsi nel complesso mondo del web sono gli hashtag (“hash” significa cancelletto, “tag” etichetta), contraddistinti dal segno #. Si tratta di parole chiave utilizzate per raggruppare e indicizzare i contenuti e per trovare con facilità argomenti che ci interessano. Negli ultimi tempi si è assistito a un vero e proprio boom dell'hashtag: la sua diffusione, crescente nel corso degli anni, si è stabilizzata, diventando una certezza nel vasto mondo del web. È infatti uno strumento che sposa l'immediatezza della contemporaneità e la necessità di reperire notizie in modo sempre più istantaneo, con la volontà di seguire temi di interesse.

Esistono, poi, una serie di trucchetti per scegliere correttamente la parola preceduta dal cancelletto: va sicuramente controllata dal punto di vista grammaticale, ma soprattutto bisogna verificare la conformità rispetto all'argomento in questione. Nel caso si decida di creare un hashtag ex novo, è sempre bene tenere a mente le regole basilari della comunicazione sul web: chiarezza, semplicità e riconoscibilità. Una volta che un hashtag inizia ad essere utilizzato in maniera massiccia diventa trend e costituisce un termometro fondamentale per misurare umori e tendenze del momento. Queste si possono monitorare grazie a molteplici strumenti online che evidenziano quali siano i trend di cui si parla sul momento sui social, oppure si possono seguire quali sianoi migliori hashtag secondo marketers.media (in riferimento a Instagram).

Anche se la sua fama è prevalentemente legata a Twitter, l'hashtag si è diffuso, con risultati generalmente positivi, su tutti gli altri social media. Bisogna specificare che il suo utilizzo non può avvenire in maniera analoga su ogni piattaforma, poiché ciascuna presenta le proprie peculiarità.

Ad esempio, su Twitter prevale la logica della brevità testuale e dell'immediatezza ed è consigliabile utilizzare uno o due hashtag che contestualizzino rapidamente l'argomento.

Lo stesso vale per Facebook: anche in questo caso se ne usano un paio al massimo, perché un numero eccessivamente alto di parole chiave crea dispersione e diminuisce l'engagement col pubblico.

Diverso è Instagram, il social visivo per eccellenza: le ricerche effettuate indicano come ottimale l'utilizzo di nove o dieci hashtag per post. L'ideale, in questo caso, è sfruttare i feed collettivi, unendoli però a una buona dose di personalizzazione.

Nonostante le varie differenze tra un social e l'altro, esistono però una serie di accorgimenti generali da seguire per utilizzare le etichette in maniera coerente. Bisogna ricordare, infatti, che nel social media marketing non esiste niente di più dannoso che agire senza una strategia precisa. Infatti, si consiglia di evitare parole chiave eccessivamente generiche e optare per una maggiore tematizzazione dei contenuti, con hashtag di media-alta portata e in grado di rinforzare il valore di ciò che pubblichiamo.

L’hashtag costituisce uno strumento fondamentale, sia per finalità comunicative che commerciali, visto che oggi tutti i social presentano l'opzione business. La possibilità di scrivere parole precedute dal cancelletto si è rivelata, ad oggi, lo strumento più efficace per rendere virale ciò che si pubblica, permettendo di incrementare like, seguaci e aumentare l'hype intorno al proprio prodotto.

Vediamo, nello specifico, come sfruttare al meglio le potenzialità degli hashtag in base al social di riferimento.

Twitter: dove è nato l'hashtag

Twitter è un social che fa dell'immediatezza la sua caratteristica vincente. Proprio qua l'hashtag è nato e si è diffuso con facilità, rispondendo alle necessità degli utenti di ricercare in breve tempo argomenti di loro interesse. Per questo motivo, al fine di incrementare l'engagement, si consiglia di utilizzarne pochi, considerato il limite di 140 caratteri per tweet imposto dalla piattaforma.

Gli hashtag si rivelano particolarmente utili per seguire eventi con il live tweeting e per aumentare in maniera sostanziale il numero delle interazioni.

Instagram: il successo del cancelletto

Su Instagram gli hashtag hanno raggiunto l'apice della popolarità. Il loro scopo è quello di incrementare il pubblico di riferimento e far notare i propri post e stories. Sono particolarmente utili perché in grado di dare notevole visibilità ai contenuti, anche se vanno scelti in maniera ponderata: il numero massimo di hashtag da utilizzare è 30 ma, diversamente da quanto si può pensare, un utilizzo eccessivo di etichette è sinonimo di una comunicazione imprecisa e rivela una scarsa conoscenza del social in questione.

Le specifiche considerazioni sull'utilizzo degli hashtag variano a seconda dello scopo della propria pagina, anche se, in generale, si consiglia di utilizzare qualche etichetta generica e popolare, insieme a quelli più mirati, in modo da distinguersi all'interno di una specifica categoria.

Facebook, diverso da tutti gli altri social

Gli hashtag sono stati inseriti su Facebook nel 2013, con risultati discordanti.

Valutando i dati relativi all'engagement dei post, sembra che, per dare maggiore visibilità a un contenuto, si debbano utilizzare uno o due etichette semplici, accompagnate da una descrizione. Si possono utilizzare all'inizio e alla fine della frase in maniera indifferente, anche se è importante evitare ripetizioni.

Nel caso di Facebook si rivelano particolarmente utili gli hashtag utilizzati dai brand, in grado di comunicare al pubblico l'uscita di una nuova collezione o di un nuovo modello. Anche quelli legati agli eventi costituiscono un'ottima possibilità, perché possono divenire virali prima e durante il loro svolgimento.

Perché su Facebook gli hashtag non sono efficaci

Su Facebook il limite maggiore per la diffusione a macchia di leopardo degli hashtag è dato dalle impostazioni della privacy. Non si tratta di un flusso indistinto di contenuti come in altri social, limitato da una visibilità nettamente inferiore. Questo perché, per caratteristiche insite al social in questione, il numero di persone che possono partecipare liberamente ad un dibattito diminuisce notevolmente. Una serie di ricerche mostrano che gli hashtag su Facebook non aggiungano niente alle comuni forme di interazioni tra utenti, penalizzando addirittura il posizionamento dei post. Gli esperti del settore, infatti, sono concordi nel sostenerne la loro scarsa utilità, legata anche ad un difficile monitoraggio dei risultati.

LinkedIn e Pinterest: come utilizzare le parole chiave nei social minori

Meritano un approfondimento anche altri social, che non vantano i numeri di quelli citati in precedenza, ma che si posizionano sul mercato con una precisa funzione.

LinkedIn è la maggiore piattaforma professionale presente sul web, nata con lo scopo di creare contenuti e relazioni. L'utilizzo degli hashtag si rivela molto utile, perché permette di conoscere nuovi possibili contatti (che magari non erano parte della nostra rete) e visualizzare post che presentano i nostri stessi interessi. In questo caso, si consiglia di utilizzare un numero limitato di hashtag, in modo da indicizzare le proprie aree di competenza.

Pinterest è un social di tutt'altro genere che, per contenuti, somiglia molto ad Instagram. Si utilizza prevalentemente per condividere foto e video, che compaiono sotto forma di pin, cioè riquadri con immagini accompagnate da una descrizione. È pensato per raccogliere i propri interessi all'interno di una singola bacheca, che aumentano la propria visibilità se accompagnati da un massimo di tre hashtag, utili anche per la fase di ricerca.

App o tool per monitorare gli hashtag in tendenza

Di seguito alcuni strumenti utili per verificare quotidianamente i trend maggiormente diffusi e monitorare gli hashtag più in voga, che possono essere utili sia per chi utilizza i propri social con finalità commerciali sia per chi vuole semplicemente incrementare il numero delle interazioni.

•Ritetag: si utilizza prevalentemente per Twitter, indicando la visibilità degli hashtag con tre colori. Comprende varie statistiche, indicando il numero di tweet e retweet all'ora. •Autohash: si tratta di un'app innovativa, che sfrutta l'intelligenza artificiale. Molto utile per Instagram, analizza la foto in questione e propone automaticamente gli hashtag in tendenza. •Hashtagify: sito in grado di identificare la popolarità degli hashtag su Twitter e Instagram, indicando quelli correlati e le prime sei lingue in cui è maggiormente utilizzato. •Sprout Social: è un tool molto utile per chi utilizza i social media per finalità commerciali. Serve per verificare la popolarità dei contenuti condivisi in un determinato lasso di tempo, oltre che mostrare gli hashtag di tendenza.

Per informazioni: marketers.mediaFacebook: https://www.facebook.com/groups/dariovignali/e-mail: [email protected]

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