Roma, 14 mag. (Adnkronos) - A Roma su oltre 6000 gli stranieri di titolari di protezione internazionale solo 2000 trovano un posto d'accoglienza, mentre altrettanti vivono un'attesa interminabile nella lista d'attesa dell'Ufficio immigrazione del Comune. E ancora: 1700 rifugiati politici con regolare permesso di soggiorno abitano in luoghi fatiscenti, grandi occupazioni con centinaia di uomini e donne in condizioni abitative precarie che sopravvivono come possono. E' la denuncia della Fondazione IntegrA/Azione, che ha realizzato un censimento sulla situazione romana dell'accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati politici e titolari di protezione internazionale. Una fotografia che prende in considerazione i 'luoghi della disperazione' piu' noti: grandi edifici, quando va bene, o immense baraccopoli di cartone e lamiere dove spesso crescono anche dei bambini, denuncia la Fondazione. Le mega-occupazioni di Romanina, Collatina e Ponte Mammolo rappresentano solo infatti solo la punta dell'iceberg di una realta' molto piu' vasta e frammentata. Situazioni degradanti e marginali, cui si aggiungono centinaia di centri d'accoglienza informale che popolano gli angoli piu' remoti della Capitale. Lontano dagli occhi e dall'attenzione dell'opinione pubblica - denuncia IntegrA/Azione - si nascondono migliaia di rifugiati che sopravvivono in baracche, in scatole di cartone o sotto coperte e fogli di giornale. "Si tratta di un'emarginazione sociale particolarmente grave, per uomini, donne e bambini cui l'Italia dovrebbe garantire una protezione internazionale e un'accoglienza dignitosa - dichiara Luca Odevaine, presidente di Fondazione IntegrA/Azione - Stabilire con certezza quali siano i numeri dei rifugiati invisibili a Roma e' estremamente complesso, anche per i luoghi sempre piu' marginali dove si cela". (segue)



