Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - "Come uomo prima di tutto, padre e compagno, ma anche come rappresentante di un'Istituzione locale, sento l'urgenza di aggiungere una voce maschile all'allarme lanciato unicamente da organizzazioni femminili, e raccolto solo dalle addette ai lavori, riguardo al drammatico dato delle 60 donne uccise in Italia dall'inizio del 2012. Sono convinto che questo silenzio tutto maschile sia l'eco del problema e ne rappresenti non solo l'esito, ma soprattutto la causa, oltre ad essere sintomo di un'incapacita' generale a rappresentare la gravita' della situazione". Cosi' Gianni Paris, presidente del Municipio XV di Roma, in una lettera aperta. "Trovo assurdo, per esempio - continua la missiva - il commento e le modalita' con cui queste drammatiche notizie vengono raccontate all'opinione pubblica; non penso, davvero, che definire 'delitto passionale' o 'strage della gelosia' l'uccisione di una donna per mano di un uomo aiuti a comprendere la gravita' del fenomeno, che sta nella matrice culturale della violenza di genere. Tra l'altro, ci siamo appena lasciati alle spalle anni in cui il fenomeno della mercificazione del corpo femminile ha riempito le cronache dei media, con il risultato di banalizzarne la portata culturale, suscitando piu' una curiosita' pruriginosa che una sacrosanta indignazione". "E' proprio la cultura dominante che in qualche modo giustifica pulsioni omicide - continua Paris - senza essere in grado di intervenire laddove la violenza contro le donne ha inizio, evitando che sfocino in reato; le storie di questi omicidi ci raccontano, infatti, come la morte giunga dopo una sequela di maltrattamenti, violenze, vere e proprie persecuzioni, dove la vergogna sociale, paradossalmente, coglie la vittima anziche' il criminale. E' li' che, secondo me, si deve intervenire con assoluta urgenza, mettendo in campo strumenti, azioni concrete che alimentino una nuova cultura del rispetto della differenza e spazzino via qualsiasi giustificazione culturale, sociale o, peggio, antropologica che ancora sostiene questi crimini". (segue)



