(Adnkronos) - Si sarebbe trattato di una vera e propria agenzia di viaggi clandestina molto organizzata che offriva un 'pacchetto viaggio all inclusive' da cinquemila euro a persona. I trafficanti si occupavano di ogni aspetto del viaggio: dal trasporto con autocarri degli egiziani dall'entroterra sulla costa (i porti scelti per l'imbarco erano Alessandria, Damietta e Port Said), all'imbarco prima sui gommoni poi sui motopescherecci che prendevano il largo per raggiungere le coste italiane. Una volta approdati, l'organizzazione non abbandonava i passeggeri, ma si occupava anche dell'accoglienza offrendo abiti puliti e biglietti ferroviari con destinazione Nord-Italia (Milano soprattutto) o altri paesi europei. Le indagini dell'Autorita' Giudiziaria si sono concentrate a quel punto sulla base operativa presente sul territorio italiano e il fermo del motopeschereccio nell'ottobre del 2011 ha indotto a pensare che fosse lontana dalle coste salentine. Mediante le indagini classiche e le intercettazioni telefoniche gli inquirenti sono stati condotti verso l'ipotesi che fosse ad Andria. Altri due episodi lo hanno confermato: un mese dopo (nel novembre 2011) sempre al largo delle coste baresi un motopeschereccio con 163 clandestini a bordo, anche loro egiziani, e' stato fermato dalla Guardia di Finanza e gli otto componenti dell'equipaggio sono stati arrestati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nel gennaio di quest'anno, invece, e' stata la nazionalita' dei due scafisti a fornire ulteriori elementi sulla base pugliese dell'organizzazione: i due erano di Barletta. Questa volta, pero', i 95 clandestini egiziani sono stati fermati mentre transitavano nel Golfo di Taranto. I due barlettani sono stati arrestati insieme agli altri quattro componenti dell'equipaggio, tutti egiziani. Sul motopeschereccio anche due gommoni che sarebbero stati utilizzati per raggiungere piu' velocemente la costa. (segue)



