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Carceri: penalisti, ennesimo morto in carcere dopo sciopero fame

domenica 20 maggio 2012
Carceri: penalisti, ennesimo morto in carcere dopo sciopero fame

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Roma, 15 mag. - (Adnkronos) - L'Unione delle Camere Penali , in una nota, denuncia "l'ennesima tragedia consumata in carcere, e la totale incapacita' delle istituzioni a garantire la minima tutela delle persone ristrette". L'Osservatorio Carcere Ucpi si riferisce a quanto accaduto a Lecce, dove un detenuto 38enne, 50 giorni fa, per protesta, aveva cominciato lo sciopero della fame. Una protesta che lo ha portato alla morte. E' "intollerabile e assurdo -sottolineano i penalisti- che i vertici del carcere pugliese abbiano parlato di una quarantina di detenuti che rifiutano il cibo, dunque nelle stesse condizioni del 38enne morto. Tra decessi e suicidi siamo ormai a cifre impressionanti, a conferma che il carcere non e' piu' solo luogo di limitazione della liberta' personale, ma istituzione dove si rischia la vita e spesso la si perde". Il rapporto di chi si uccide tra persone ristrette in carcere e quelle libere e' di 19 a 1, sottolinea l'Osservatorio: "una percentuale talmente sproporzionata - si legge nella nota - da non essere spiegabile unicamente con la difficile situazione psicologica derivante dalla limitazione della liberta' personale. Le statistiche dimostrano che vi e' una correlazione fra sovraffollamento e suicidi: in nove istituti dove si registrano almeno due suicidi l'anno, il tasso medio di sovraffollamento e' del 176% contro un dato nazionale del 154%, e la frequenza dei suicidi e' di un caso ogni 415 detenuti, mentre la media nazionale e' di uno su 1090. Questo dimostra che dove l'affollamento e' del 22% oltre la media nazionale, la frequenza dei suicidi e' piu' che doppia". In questi mesi nelle sedi dei Tribunali Italiani le Camere Penali hanno affisso uno striscione con i numeri delle morti in carcere che purtroppo viene aggiornato con una frequenza "diventata intollerabile e vergognosa per un Paese civile", scrive l'Osservatorio. Per questo, l'Ucpi ritiene che "sia giunto il momento che la politica si assuma le proprie responsabilita' - conclude la nota - e ponga fine a quello che da troppo tempo consideriamo un mancato rispetto dei diritti fondamentali delle persone private della liberta' personale".