Roma, 16 mag. (Adnkronos) - C'e' stata "una trattativa intesa non in senso formale ma nel senso di plurimi contatti tra soggetti riferibili allo Stato e soggetti riferibili a Cosa Nostra. La mia opinione e' che in questi termini una trattativa ci fu". Lo dice il procuratore distrettuale antimafia di Palermo, Francesco Messineo, intervistato dal Gr3 Rai. "Contatti diretti da un lato a fermare le stragi -spiega Messineo- ma dall'altro anche probabilmente a proteggere determinati obiettivi, determinati soggetti destinatari di atti di violenza, vi fu certamente. Si tratta di mettere in luce i termini esatti e di valutare se cio' sia penalmente rilevante". Alla domanda se il Paese fosse pronto a conoscere la verita' sulle stragi del '92, il procuratore replica: "Credo che il Paese abbia bisogno di conoscere la verita'. Piu' che essere pronto credo che il Paese sia desideroso di sentire finalmente la verita' su cio' che e' avvenuto. Perche' un Paese che non conosce la propria storia difficilmente potra' prendere decisioni giuste per il futuro". Per il procuratore capo di Palermo, "un filo rosso fra gli attentati di Capaci e di Via D'Amelio e' sempre esistito. Tutte e due le stragi comunque erano espressione della pretesa di egemonia di cosa nostra nei confronti dello Stato. Soltanto che le due stragi offrivano dei punti di vista diversi, parzialmente diversi. E quindi -ha concluso Messineo- le indagini di Caltanissetta stanno cercando di fare luce anche su questo diverso aspetto e questa diversa finalita'".



