Roma, 16 mag. (Adnkronos Salute) - Prosegue la protesta dei medici del San Camillo Forlanini di Roma. I camici bianchi hanno confermato, in assemblea, lo stato d'agitazione e avviato l'occupazione virtuale dell'ospedale oltre che la stretta applicazione delle norme sul lavoro per il personale con contratto atipico. Anche il direttore generale, Aldo Morrone, spiegano i sindacati, ha riconosciuto la necessita' urgente di risorse, posti letto e personale, e insieme alle associazioni sindacali dei mediche ha presentato alle Regione le richieste minime, in attesa di un progetto di riorganizzazione. Ma lo stato di agitazione dei sanitari - annuncia in una nota l'intersindacale medica - prosegue finche' la Regione non recepira' queste richieste". "I gravi problemi da tempo segnalati al San Camillo Forlanini - si legge in una nota - non sono stati risolti: il Pronto Soccorso e' ancora in emergenza, nei reparti sono ricomparsi posti letto in corridoio e si assiste al blocco dei ricoveri programmati, anche per patologie rilevanti. L'intervento dei medici di medicina generale, richiesto dalla Regione per l'assistenza ai codici bianchi verdi, e' ininfluente sull'affollamento del Pronto Soccorso determinato dall'impossibilita' di ricoverare tempestivamente i pazienti piu' critici in codice giallo e rosso". I medici del San Camillo Forlanini,prosegue la nota, protestano "in difesa dei diritti irrinunciabili dei cittadini e degli operatori: accesso alle cure, sicurezza dell'assistenza e dignita' della persona". "Nel formulare le loro richieste - conclude la nota - i sindacati medici hanno sempre tenuto conto delle difficolta' legate al piano di rientro: le assunzioni necessarie non comporterebbero infatti incremento della spesa per il personale rispetto all'anno precedente. Le organizzazione sindacali stanno da tempo richiamando l'attenzione sulla necessita' che l'intervento prioritario per il contenimento dei costi deve colpire le spesa per beni e servizi che, nella nostra azienda, dal 2006 al 2010 e' aumentata del 30%, anche dopo la drastica riduzione di posti letto ed il blocco del turn over: in questo momento ulteriori tagli alle spese del personale porterebbero solo al gravissimo rischio di non poter garantire livelli di assistenza adeguati, specie nelle aree critiche, ovvero: Pronto soccorso, terapie intensive, maternita', pediatria".



