(Adnkronos) - In realta', tali operazioni commerciali sono risultate totalmente fittizie, in quanto cartolarmente giustificate mediante l'annotazione di fatture per operazioni inesistenti emesse da due societa' cartiere riconducibili al principale indagato. Riguardo alle imprese compiacenti, che simulavano l'acquisto di tali beni, annotando le fatture false ed ottenendo finanziamenti bancari assistiti dalla garanzia della Legge Sabatini o del Fondo PMI, in taluni casi, le indagini hanno permesso di accertare che erano parimenti delle mere "scatole vuote", mentre in altre circostanze sono risultate imprese attive. In ogni caso, tali imprese hanno ottenuto i prestiti bancari ma non hanno onorato il pagamento delle successive rate, per cui gli istituti di credito si sono potuti rivalere della garanzia pubblica, con grave danno per le casse dello Stato. Nei confronti delle persone denunciate, l'Autorita' giudiziaria ha gia' disposto la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini in relazione a plurimi reati, tra cui, a vario titolo, la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, la frode fiscale, l'omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, il falso materiale ed ideologico in atti pubblici. Sono state eseguite sette verifiche fiscali nei confronti di altrettante imprese con sede dichiarata a Salerno, Agropoli, Capaccio, Campagna, Battipaglia, Angri e Verona, che hanno permesso di procedere alla contestazione dell'emissione e dell'utilizzo di fatture per operazioni in esistenti e al recupero a tassazione dei proventi illeciti conseguiti dagli indagati per effetto dell'ottenimento degli indebiti finanziamenti pubblici, con la complessiva emersione di maggiore base imponibile ai fini delle imposte sui redditi per oltre 5 milioni di euro e il recupero a tassazione di Iva per oltre 1 milione di euro. (segue)



