Grosseto, 17 mag. - (Adnkronos) - "La sentenza della Cassazione non si discute. Il comandante Schettino non vuole discutere la decisione della Cassazione, in cui sia lui sia io abbiamo piena fiducia. Il nostro ricorso e' stato una conseguenza di quello della Procura di Grosseto. Era difficile immaginarsi un esito diverso". Lo ha detto l'avvocato Bruno Leporatti, difensore del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, commentando le motivazioni della Corte di Cassazione, che ha confermato gli arresti domiciliari, dopo averlo definito non idoneo al comando di una nave. Il legale ha sottolineato come la Cassazione ha giudicato in base alle prove e agli elementi a sua disposizione fino a quando si e' svolta l'udienza del Tribunale del Riesame. "Se la Cassazione si e' pronunciata cosi', comunque, significa che si e' basata su materiale probatorio prodotto prima del 6 febbraio. Per esempio - ha spiegato l'avvocato Leporatti - non tiene conto del video trasmesso successivamente dal Tg5, in cui non si vede un uomo con le mani nei capelli ma che si informa e da' ordini, senza essere sostituito da altri. Cosi' come non tiene conto di quelle telefonate tra Schettino e la Capitaneria di porto di Livorno avvenute la sera stessa del naufragio all'isola del Giglio, in cui il comandante lucidamente informa di quello che sta accadendo". Leporatti ha dichiarato anche che "non si tiene conto di quelle telefonate tra l'unita' di crisi della Costa e la stessa Capitaneria, dove e' dimostrato che la prima era a conoscenza della situazione".



