Palermo, 18 mag.- (Adnkronos) - L'ex ministro democristiano Calogero Mannino nella primavera del '92, poco prima dell'uccisione dell'eurodeputato Salvo Lima e dei giudici Falcone e Borsellino, temeva di essere ucciso. Lo avrebbe confidato lo stesso politico al maresciallo Giuliano Guazzelli, il sottufficiale ucciso da Cosa nostra il 4 aprile sempre del '92. A rivelarlo oggi in aula, seppure tra molti 'non so' e 'non ricordo' e' stato Riccardo Guazzelli, il figlio del maresciallo ammazzato dalla mafia vent'anni fa, nel corso dell'udienza del processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano. Guazzelli junior, che vent'anni fa era appena ventenne, racconta di "tre incontri" che sarebbero avvenuti tra il padre e l'ex ministro Mannino. Ricordi sollecitati dal pm Antonino Di Matteo che ha contestato al testimone diverse dichiarazioni rese nel '94 ai magistrati. "Non ricordo ma non ho motivo per non confermare", ha risposto piu' volte il teste. Cosi', alla fine Guazzelli junior ha ricordato che il padre aveva incontrato Mannino due volte prima dell'uccisione di Lima e un'altra volta dopo l'omicidio dell'eurodeputato, avvenuto il 12 marzo 1992. Calogero Mannino e' indagato dalla Dda di Palermo nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta 'trattativa' tra lo Stato e Cosa nostra dopo le stragi del '92.(segue)



