Roma, 23 mag. (Adnkronos) - "Quei due l'hanno scampata bella: a parte l'accusa di essere dei 'mostri', sono scampati al linciaggio". Parla Elvo Zornitta, l'ingegnere friulano, dal 2004 per anni indagato con l'accusa di essere l'Unabomber italiano e poi scagionato nel 2009: un calvario che ancora lo segna, e di cui parla con l'Adnkronos. "Un trauma. Ho subito quattro interrogatori, fortunatamente non sono mai stato arrestato ma quegli interrogatori mi hanno fatto capire come vanno le cose quando entri nel meccanismo. Cio' che e' successo in Puglia me l'ha fatto rivivere, quei due sono scampati al linciaggio", dice riferendosi ai sospettati che hanno dimostrato la loro estraneita' grazie agli alibi. "E se l'alibi non l'avevano? -domanda Zornitta-. Se per caso stavano mangiando un panino da soli, o anche solo dormendo da soli, come finiva? Questo sistema giuridico e' demenziale, si lasciano filtrare i nomi senza pensare alle conseguenze. Gli inquirenti sono degli uomini, possono avere pregiudizi, rancori, semplicemente possono sbagliare. Non e' detto che quello che dicono all'amico giornalista sia la verita'. Tutto cio' fa male, prima di tutto alla giustizia e poi agli italiani. Ma quei due -sottolinea ancora- hanno proprio rischiato di venire linciati, e a quel punto avremmo avuto altri due morti sulla coscienza". (segue)



