(Adnkronos) - La prima parte dell'inchiesta venne avviata nel 2008 riuscendo a far emergere un consolidato e collaudato sistema di corruzione che era diventato il 'modus operandi' di alcune Commissioni Tributarie Provinciali (di Bari) e Regionale. L'inchiesta evidenzio' che a Bari alcuni imprenditori, che avevano subito nelle proprie aziende verifiche fiscali della Guardia di Finanza e risultavano sanzionabili per ingenti somme in relazione a gravi irregolarita' amministrativo-contabili, riuscivano, poi, a evitare il pagamento dovuto all'Erario attraverso l'elargizione di regalie ai giudici delle Commissioni Tributarie alle quali veniva presentato il ricorso. Ad assicurare la buona riuscita dell'operazione provvedeva l'intermediazione di avvocati e commercialisti. Nel novembre 2010 i primi 17 arresti nell'ambito dell'operazione 'Gibbanza' (termine dialettale barese utilizzato in un'intercettazione per indicare la necessita' che fosse pagata una tangente per avere una soluzione benevola davanti alla Commissione). In carcere e ai domiciliari finirono un giudice della Commissione Tributaria Regionale Puglia, due funzionari rispettivamente della Commissione Tributaria Provinciale di Bari e della Commissione Tributaria Regionale Puglia, dieci commercialisti, un avvocato, due imprenditori e un funzionario di banca. La fattiva collaborazione di uno degli arrestati ha consentito alla Procura, dopo i riscontri della Guardia di Finanza sulla veridicita' delle dichiarazioni, di acquisire nuovi elementi a sostegno dell'ipotesi investigativa iniziale, ma anche di far venire allo scoperto nuovi episodi di corruzione in atti giudiziari che nella prima fase presentavano ancora zone grigie. (segue)



