(Adnkronos) - Il confronto tra settori evidenzia, con riferimento agli indicatori di sviluppo e relativamente al 2010, una ripresa generalizzata dei ricavi, fatta eccezione che per i settori estrattivo (con una debole crescita, +1,4%), servizi non finanziari (in sostanziale stagnazione, +0,6%) e soprattutto costruzioni, il cui fatturato rimane in terreno pesantemente negativo (-1,5%). Il settore delle utilities e' invece quello che registra il piu' marcato incremento nel valore aggiunto (+11,6%), mentre il manifatturiero registra un +5,3%. Per quanto riguarda le condizioni finanziarie delle imprese, nel 2010 il livello di capitalizzazione aumenta dell'11%, grazie a due fenomeni: da una parte un processo di ritenzione di utili che, in momenti di crisi, si irrobustisce, dall'altra un indebitamento che stenta a crescere nonostante le vendite siano ripartite. Intanto calano i flussi di cassa netti generati dall'attivita' operativa e diminuisce la capacita' dell'impresa di coprire il peso degli oneri finanziari con i propri flussi di cassa operativi: se il rapporto fra flussi correnti e oneri finanziari era circa 3 nel 2009, nel 2010 siamo poco sopra a 2. Inoltre, sempre seguendo questa chiave di lettura, sono circa il 40% le imprese il cui valore di tale rapporto e' sotto l'unita', con cio' evidenziando difficolta' a coprire integralmente gli oneri finanziari con i flussi generati da un anno di vendite. In questo panorama sono le grandi imprese, che hanno visto crescere maggiormente il fatturato, a subirne maggiormente gli effetti. Stesso discorso vale per i settori manifatturiero, utilities e commercio. (segue)



