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Carceri: Sappe, detenuto si ferisce a Marassi dopo permesso negato

domenica 16 dicembre 2012
Carceri: Sappe, detenuto si ferisce a Marassi dopo permesso negato

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Roma, 11 nov. (Adnkronos) - La notte scorsa nel carcere genovese di Marassi un detenuto, condannato per piu' omicidi, si e' ferito all'avambraccio, probabilmente per protestare contro il rifiuto di concedergli alcuni permessi in occasione delle prossime feste natalizie. L'uomo, riferisce il Sappe, Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, e' stato trasportato con urgenza al Pronto soccorso dell'Ospedale San Martino, fino al rientro in carcere alle 6 e mezza di questa mattina. "Il riaccompagnamento a Marassi e' stato possibile solo grazie all'intervento di ulteriori poliziotti penitenziari giunti sul posto a supporto degli Agenti presenti - sottolinea Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del sindacato - che sono stati comunque encomiabili per aver saputo fronteggiare con professionalita' i drammatici e pericolosi momenti". "La situazione penitenziaria resta allarmante e le risposte dell'Amministrazione penitenziaria a questa emergenza sono favole - denuncia il Sappe - come quella della fantomatica quanto irrazionale e sporadica sorveglianza dinamica". Il Dap, commenta ancora il sindacato, "favoleggia di un regime penitenziario aperto, di sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilita' favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria ma di fatto tutto cio' impedira' ai poliziotti di intervenire in tantissime situazioni critiche come quella di questa notte a Marassi". "Una situazione che determina, di fatto, livelli di sicurezza assolutamente insufficienti per i nostri agenti, specie per coloro che lavorano ogni giorno, ogni ora, nella prima linea delle sezioni detentive, delle traduzioni e dei piantonamenti. Mi auguro che le Istituzioni deputate, governo, ministero della Giustizia e Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, ognuno per quanto di propria competenza - conclude Martinelli - adottino al piu' presto i provvedimenti di urgenza che la gravissima situazione penitenziaria impone di adottare senza ulteriore indugio."