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Sanita': Pd Veneto chiede di rivedere decreto regionale per cura epatite C

domenica 20 gennaio 2013
Sanita': Pd Veneto chiede di rivedere decreto regionale per cura epatite C

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Venezia, 14 gen. (Adnkronos) - "La Giunta regionale del Veneto deve intervenire tempestivamente per ottenere la revisione del decreto (n. 261 del 27 dicembre 2012) firmato dal Segretario regionale per la sanita' con il quale vengono individuati i Centri regionali autorizzati alla prescrizione dei farmaci antivirali per l'epatite C curati con la 'triplice terapia"'. Lo chiede il consigliere regionale del Pd, Franco Bonfante, che sulla questione ha presentato un'interrogazione assieme ai colleghi Lucio Tiozzo e Roberto Fasoli. "Escludere a priori - dichiara l'esponente democratico - tutti gli ospedali periferici, anche quelli che da anni si occupano del problema, spesso con grande professionalita', ha delle conseguenze pesantissime per i malati di epatite C. Autorizzando solo i centri delle citta' capoluogo, a discapito di realta' come Legnago, Bussolengo, Este, Castelfranco Veneto, Vittorio Veneto, Conegliano - spiega Bonfante - si obbligano i pazienti a muoversi per 50 o 60 km per piu' volte al mese e per lunghi periodi. Con la conseguenza che spesso dovranno essere accompagnati e perdere giornate di lavoro, quando gia' la malattia di per se' causa problemi anche con il lavoro. In alcuni casi, con i malati piu' fragili sul piano economico o psicologico, si produrra' inevitabilmente una rinuncia od una riduzione della cura e solo quello sara' purtroppo il risparmio nell'acquisto delle medicine sperato da una scelta cervellotica e sbagliata, che nasconde probabilmente altre ragioni rispetto a quelle dichiarate". In conclusione gli esponenti del Pd esprimono quindi la "preoccupazione che la scelta accentratrice inoltre si allarghi ad altre tipologie di cura, portando ad un graduale depauperamento del ruolo di tali ospedali presenti sul territorio. La scusa del risparmio in molti casi e' ridicola, come e' gia' stato dimostrato in alte occasioni, ma quello che e' peggio e' che il 'non risparmio' viene fatto sulla pelle dei cittadini".