(Adnkronos) - La richiesta di forza-lavoro non qualificata e facilmente reperibile da impiegare come braccianti nella coltivazione delle campagne ha incentivato la migrazione e convinto molti sikh a stabilizzarsi nelle provincia di Latina. Secondo le stime della Cgil la comunità arriva a contare ufficialmente circa 12.000 persone, sebbene sia immaginabile un numero complessivo intorno alle 30.000 presenze. Migliaia di 'nuovi schiavi' - riflette ancora il dossier - che vivono una condizione inimmaginabile per una società che si definisce civile e un Paese democratico, peraltro in un'area come quella che circonda il Parco Nazionale del Circeo, luogo di villeggiatura della 'Roma bene', della politica e dell'imprenditoria. Un'area dove la presenza delle mafie è radicata anche nel mondo agricolo e imprenditoriale, che vede spesso dominare il lucroso business delle ecomafie, favorito da intimidazioni a istituzioni, imprenditori, forze dell'ordine e a magistrati, si consolida con metodi antichi e violenti la nuova schiavitù. A subirla una comunità che per cultura, religione e indole risulta accogliente, pacifica e dedita al lavoro, che subisce in silenzio lo sfruttamento cui è sottoposta, che auspica l'intervento delle Istituzioni per fermare un sistema che implicitamente, e a volte esplicitamente, impone sostanze dopanti ai suoi nuovi schiavi, con danni alla salute, alla dignità personale, all'identità e integrità dell'intera comunità. (segue)




