Roma, 19 mag. (Adnkronos) - Potrebbe arrivare in Italia già in settimana, entro dieci giorni al massimo. Ma non è ancora stabilito in quale carcere sarà detenuto Marcello dell'Utri, 73 anni, una volta estradato in Italia dopo essere stato espulso dal Libano. Condannato lo scorso 9 maggio dalla Cassazione in via definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, l'ex senatore di Forza Italia è stato arrestato lo scorso 12 aprile a Beirut e dal 18 aprile è stato trasferito nell'ospedale Al Hayat, nel sud di Beirut, dove è ricoverato, in stato di detenzione, e curato per un problema cardiaco. Per l'ex manager di Publitalia, come per altri detenuti che vengono estradati da vari Paesi, il Dap -riferiscono all'Adnkronos fonti qualificate- sceglierà soluzioni adeguate all'età e allo stato di salute. La procedura prevede che all'arrivo in aeroporto, Malpensa o Fiumicino, del velivolo proveniente da Beirut su cui l'ex senatore azzurro verrà scortato dagli agenti dell'Interpol, Dell'Utri venga consegnato direttamente agli agenti penitenziari che lo condurranno all'istituto più vicino o nella struttura penitenziaria designata. Milano Opera, Rebibbia o Parma sono al momento tra le possibili prime scelte, perché a seconda delle patologie il detenuto viene assegnato a strutture dove è possibile implementare un'attività diagnostica e di cura. Quanto al regime di detenzione, Dell'Utri potrebbe finire in regime di alta sicurezza, con la possibilità di usufruire di due ore d'aria al giorno, o essere assegnato a un regime di media sicurezza. La decisione spetterà al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dopo verifiche sullo stato di salute del detenuto e un eventuale parere chiesto all'autorità giudiziaria di Palermo. Nei giorni scorsi, l'ex senatore ha affermato di considerarsi "un prigioniero politico" e di voler "essere affidato ai servizi sociali" nel caso fosse stata concessa la sua estradizione.


