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Ilva: giudici Appello, emissioni inquinanti proseguite anche dopo sequestro

domenica 20 gennaio 2013
Ilva: giudici Appello, emissioni inquinanti proseguite anche dopo sequestro

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Taranto, 15 gen. - (Adnkronos) - "Ilva Spa, pur esautorata dall'utilizzo degli impianti sequestrati, ha continuato a produrre, come rilevato dal gip nel provvedimento di sequestro del 22 novembre 2012, e come ammesso dalla stessa parte appellante, evidentemente nelle stesse modalita' illecite che avevano provocato emissioni inquinanti pericolose per la salute pubblica". Lo scrivono i giudici del Tribunale dell'appello cautelare di Taranto (1° sezione penale) nell'ordinanza con la quale sospendono la decisione del giudizio di appello sulla richiesta di dissequestro dei prodotti finiti presentata dall'Ilva e inviano gli atti alla Consulta avendo ritenuto non manifestamente infondata e irrilevante, come chiesto dalla Procura, la questione di legittimita' costituzionale dell'articolo 3 della legge 231 approvata dal Parlamento il 24 dicembre scorso. La legge contrasterebbe, dunque, "con gli articoli 3, 24, 102, 104 e 112 della Costituzione", nella parte in cui autorizza "in ogni caso", come e' scritto nella stessa norma e come riporta l'ordinanza odierna, la societa' Ilva Spa di Taranto "alla commercializzazione dei prodotti, ivi compresi quelli realizzati antecedentemente alla data di entrata in vigore" del decreto legge 207 del 2012 (del 3 dicembre scorso ndr), sebbene oggetto di sequestro preventivo. I giudici De Tomasi (presidente), De Michele e Ruberto (relatore) sottolineano i limiti dell'utilizzazione degli impianti dello stabilimento siderurgico consentita dalle precedenti ordinanze del Tribunale del Riesame. E cioe' "disponibilita' dei medesimi da parte dei custodi, qualificati proprio per questo anche 'amministratori', sotto la supervisione del pm procedente" e quindi "prodromica e strumentale alla ripresa futura dell'attivita' produttiva".