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Caso Scajola: Cazzola, ex ministro non poteva non sapere che Biagi era obiettivo Br

domenica 25 maggio 2014
Caso Scajola: Cazzola, ex ministro non poteva non sapere che Biagi era obiettivo Br

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Bologna, 22 mag. - (Adnkronos) - "Secondo me Scajola era colpevole già allora di omissione" e per sapere che "Scajola era stato avvertito non c'era bisogno delle lettere che Marco aveva mandato in giro, al prefetto di Bologna o al presidente Casini, e che sono state pubblicate anche in diversi libri". Così il candidato alle europee ed esponente dell'Udc Giuliano Cazzola, amico di Marco Biagi, parla dell'ex ministro Claudio Scajola finito agli arresti nell'ambito di un'inchiesta da cui è scaturita anche la riapertura dell'indagine della Procura di Bologna sulla morte di Biagi. I Pm emiliani indagano infatti contro ignoti, ipotizzando il reato di omicidio per omissione, sul nodo della scorta revocata al giuslavorista ucciso nel 2002 dalle Nuove Br, sotto la sua casa di Bologna. "Scajola secondo me lo sapeva perchè era ministro dell'Interno e non poteva non aver letto il rapporto dei servizi segreti che indicava chiaramente l'identikit di un obiettivo delle Brigate rosse in un consulente del ministero del Lavoro - spiega Cazzola - non c'era scritto Marco Biagi, ma considerato tutto ciò in cui Marco era coinvolto in quel periodo, era chiaro che ci si riferiva a lui". (segue)