(Adnkronos) - "Stare in regime di 41 bis è una condizione particolarmente grave - dice all'Adnkronos Lepore, commentando la collaborazione di Iovine - A distanza di quattro anni, evidentemente la sua condizione lo ha portato a prendere la decisione di collaborare, concordata quasi certamente anche in ambito familiare, sentendo moglie e famiglia. Bisognerà vedere in che misura lo farà". "Certo è che se lui sarà chiaro in tutto e per tutto e dirà quello che sa, delle novità o delle conferme probanti sul rapporto tra Casalesi, politica e altre forze dovranno venire fuori - sottolinea Lepore - È chiaro che non bastano le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia ma serviranno anche riscontri obiettivi. In ogni caso è una cosa grande, che sta a dimostrare che lo Stato vince: ci vuole del tempo, purtroppo anche delle vittime, ma alla fine c'è la vittoria dello Stato", Anche se, precisa Lepore, si tratta solo "di una battaglia, non della guerra". Secondo Lepore la collaborazione di Iovine non basterà a segnare la fine del clan dei Casalesi. "La sua collaborazione potrebbe accelerare questo processo ma i boss vengono sostituiti, anche se questa è gente che continua a dare ordini anche dalla galera - prosegue - Bisogna vedere gli sviluppi di questa collaborazione, che potrebbe portare altri a collaborare". (segue)



