(Adnkronos) - La cerimonia di oggi e' la concretizzazione dell'iniziativa a cui il Comune di Prato ha aderito l'anno scorso, tra i primi in Toscana, in collaborazione con la Comunita' ebraica di Firenze, l'Associazione per il gemellaggio Prato-Ebensee, l'Aned e il Museo della Deportazione e della Resistenza di Figline, per ricordare e render omaggio agli oltre 130 pratesi che durante lo sciopero generale dei primi di marzo del 1944 furono prelevati dalle fabbriche, arrestati in strada e nelle abitazioni e deportati nei campi di concentramento della Germania nazista, come Mauthausen ed Ebensee. In memoria del 68° anniversario di quei rastrellamenti e di quei tragici eventi a Prato e' stato appunto deciso di collocare i sampietrini non davanti alle abitazioni ma nei luoghi dell'arresto. Cosi' alla Campolmi sono state poste le targhe per ricordare Gonfiantino Gonfiantini, ucciso ad Ebensee il 15 maggio 1944, Ferdinando Micheloni, assassinato il 17 aprile 1944 nello stesso campo e Palmiro Risaliti, ucciso sempre ad Ebensee il 12 marzo 1945, proprio alla vigilia della Liberazione. Tutti furono arrestati l'8 marzo 1944 in seguito allo sciopero generale. Avevano piu' o meno 53 anni. Vennero poi portati a Firenze e qui caricati in quelle tradotte tedesche che si aprivano solo dall'esterno. Un viaggio senza ritorno, per la maggior parte di loro, verso i campi di lavoro e sterminio della Germania nazista. "Queste targhe devono parlare alle nuove generazioni - ha detto Giancarlo Biagini, figlio di un deportato morto a Mathausen - Conoscere quanto e' accaduto e' importante per mantenere e consolidare valori come la pace e la fratellanza tra i popoli".




