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Cassazione: 'ambasciator porta pena' via sms, molestie i messaggi a fin di bene

domenica 20 gennaio 2013
Cassazione: 'ambasciator porta pena' via sms, molestie i messaggi a fin di bene

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Roma, 17 gen. (Adnkronos) - 'Ambasciator porta pena' se lo fa via sms. Lo sancisce la Cassazione, secondo la quale anche solo un paio di messaggini mandati 'a fin di bene' per mettere in allerta qualcuno, costituiscono una molestia. Ecco perche' la Prima sezione penale - sentenza 2597 - ha convalidato una multa di 400 euro, oltre ad un risarcimento di 500 euro, a carico di Rosa C., una 48enne di Palermo che in due occasioni, il 30 dicembre 2006, e l'8 gennaio successivo, aveva mandato due sms alla cognata Antonella D. F. nei quali, in sostanza, la metteva al corrente dei ripetuti tradimenti del marito. 'E' giusto che tu lo sappia, Sergio da sempre ti fa le corna...'. Il secondo, inviato l'8 gennaio, restava in tema con la giornata: 'Tuo marito e' un bel ragazzo e tu una befana, non ti resta che fare la cornuta contenta'. Due messaggi mandati direttamente con il cellulare personale, senza occultare il numero. Ne e' nata una lite giudiziaria e la condanna per molestie inflitta a Rosa C. dal Tribunale di Palermo, il 28 giugno 2011. Inutile la difesa di Rosa in Cassazione, volta a dimostrare che si era trattato di due sms, inviati di giorno da utenza cellulare, "nemmeno nascosta". Piazza Cavour ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna e ha evidenziato che "non vi e' dubbio che il contenuto dei due suddetti sms, inviati dall'imputata alla parte lesa, erano idonei a recare molestia e disturbo". Il reato punito dall'art. 660 c.p., precisa ancora la Cassazione, "e' plurioffensivo poiche' protegge, oltre la tranquillita' della persona offesa, anche l'ordine pubblico, che pero' e' sufficiente, per la sussistenza del reato, che sia messo solo in pericolo per la possibile reazione della parte offesa". Rosa C., oltre alle spese processuali e al versamento di mille euro alla Cassa delle ammende, dovra' anche rifondere la cognata con 1500 euro per le spese processuali affrontate in Cassazione.