Firenze, 17 gen. - (Adnkronos) - Secondo l'accusa, una ditta che si occupava di smaltire fanghi e rifiuti (terre di scavo) dai cantieri per la Tav fiorentina, sarebbe legata alla camorra, e in particolare al clan dei Casalesi. E' quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Firenze sui lavori per il nodo fiorentino dell'alta velocita' ferroviaria, che ha portato oggi a 25 perquisizioni in varie citta' d'Italia e a 36 indagati, tra funzionari ministeriali, dirigenti di Italferr e del Gruppo Ferrovie. Le indagini, condotte dai carabinieri del Ros di Firenze e dal Corpo Forestale dello Stato, hanno preso il via proprio dalle terre di scavo trasformate in rifiuti durante la costruzione di una galleria di ausilio per i lavori della Tav. Secondo l'accusa "le ditte smaltitrici si dividevano in pieno accordo i quantitativi di fanghi e acque, e si occupavano anche della loro raccolta, trasporto e smaltimento in discarica". In particolare, una di queste ditte, con sede in provincia di Caserta, sarebbe collegata a una famiglia del clan camorristico dei Casalesi. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, truffa, frode nelle pubbliche forniture, traffico illecito di rifiuti, violazione delle norme paesaggistiche e abuso d'ufficio.




