Roma, 17 gen. (Adnkronos) - "Nel futuro di Roma e del Lazio CasaPound Italia non vede nessuna nuova discarica, nemmeno provvisoria, ma l'obiettivo riciclo totale, grazie a due nuovi impianti di trattamento a freddo, costruiti in luoghi adeguati, e a una raccolta porta a porta organizzata finalmente in maniera efficiente. Ma perche' questo avvenga e' necessario innanzitutto tagliare fuori dalla gestione di una simile rivoluzione clientelismi, incompetenza, appetiti privati. E l'incredibile situazione del centro Ama di via Salaria lo conferma: quell'impianto, palesamente costruito nel posto sbagliato, vicino a case e uffici, per chissa' quali motivi, va delocalizzato". A sostenerlo e' Simone Di Stefano, candidato governatore di CasaPound Italia alla Regione Lazio, che domenica 20 gennaio, alle 10, interverra' all'assemblea pubblica 'Speculazione, degrado o futuro sostenibile', organizzata presso il centro Ama di via Salaria 981. "Per quanto ci riguarda i privati che hanno mangiato fin qui sui rifiuti di Roma possono anche morire di fame", assicura Di Stefano, che giudica "completamente sbagliata" anche la soluzione, indicata dal commissario per l'emergenza Rifiuti Goffredo Sottile, di trattare l'immondizia della Capitale in altri quattro impianti del Lazio: ad Albano Laziale (Roma), Viterbo, Colfelice (Frosinone) e Castelforte (Latina). "Roma non puo' 'scaricare' i suoi rifiuti sulle province 'vassalle', ha il dovere di essere autosufficiente", sottolinea il candidato di Cpi, secondo cui "la soluzione individuata dal commissario e' solo un modo per rinviare ancora il problema". "Malagrotta deve chiudere, e i costi per il trasferimento dei rifiuti all'estero per il tempo necessario a costruire i nuovi impianti vanno sottratti ai partiti che hanno amministrato negli ultimi venti anni. Li hanno, paghino per le loro colpe", conclude Di Stefano.




