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'Ndrangheta: operazione 'Dogville', imprenditore estorto ridotto sul lastrico

domenica 27 gennaio 2013
'Ndrangheta: operazione 'Dogville', imprenditore estorto ridotto sul lastrico

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Reggio Calabria, 23 gen. (Adnkronos) - Avevano ridotto l'imprenditore estorto al punto quasi da elemosina. "Non aveva da mangiare e doveva dare soldi a Belcastro". Cosi' il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri ha spiegato i dettagli dell'operazione 'Dogville' che ha consentito il fermo di cinque persone per estorsione. Giuseppe Belcastro, 56 anni, insieme ai suoi sodali, ha chiesto mille euro al mese alla vittima da marzo dello scorso anno fino a dicembre. Poi hanno chiesto un'ulteriore tranche da diecimila euro entro il 25 gennaio e altre rate fino a sessantamila euro. Quando l'imprenditore si e' trovato in fortissime difficolta', ha deciso di collaborare con la Polizia di Stato denunciando il suo aguzzino. Le indagini in realta' erano gia' state avviate dagli investigatori, ma hanno avuto una forte accelerata dopo la decisione dell'imprenditore di rendere dichiarazioni. Belcastro aveva anche preteso l'assunzione del figlio nell'azienda della vittima. L'accordo prevedeva che il giovane Antonio Galizia (23 anni, pure lui arrestato) doveva ricevere lo stipendio pur senza avere mai svolto un solo giorno di lavoro. Gli altri soggetti sottoposti a fermo sono Giuseppe Nocera (50), Domenico Musolino (56) e Ivano Tedesco (50). La procura ha proceduto con un decreto di fermo, scritto dal pm Antonio De Bernardo, perche' si temeva che Giuseppe Belcastro si stesse preparando a un periodo di latitanza, con l'avvicinarsi della sentenza definitiva 'Prima Luce' che lo ha condannato all'ergastolo.