(Adnkronos) - "Ed ecco la leggenda: il termine 'Lamia' - racconta Palermiti - attinge al mito e alle leggende. Lamia era, infatti, la mitologica e bellissima regina della Libia figlia di Belo, che entrò presto nel cuore di Zeus da cui ebbe molti figli; una discendenza, questa, però invidiata da Era che non sopportando quest'amore scatenò l'incontrollabile odio contro i loro figli uccidendoli tutti ad eccezione di Scilla e Sibilla. Così, Lamia, travolta dal dolore si trasformò in quello che mai avrebbe voluto essere…e si rifugiò nel buio delle grotte per il suo orribile aspetto. Per questa ragione, ci piace pensare che proprio alla Grotta della Lamia sia rimasto legato il 'cuore di Zeus'". "In quanto al toponimo, probabilmente i Greci, per il contrasto tra la bellezza e la paura generata dalle grotte, diedero alla località che le ospita il nome di 'Lamia' quale ricordo del mostro mitologico. E la 'bocca' del mostro, infatti - conclude - la troviamo all'ingresso della cavità; una bocca che, nelle antiche storie tramandate dagli anziani dei paesi di Montebello e di Fossato ionico era in grado di inghiottire intere greggi…qualche altro racconta tutt'ora di cunicoli che arriverebbero addirittura all'abitato di Motta San Giovanni. Altri ancora affermano, invece, che le grotte si estendono in profondità fino a raggiungere il greto del fiume".



