Citta' del Vaticano, 23 gen. (Adnkronos) - "Possiamo ringraziare il Signore dei passi compiuti in questi ultimi cinquant'anni: essi sono senza dubbio dono inestimabile della misericordia di Dio". E' quanto ha affermato stasera il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, durante la lectio magistralis sul tema "Il ruolo della Scrittura nel dialogo tra ebrei e cristiani" tenuta con il rabbino Giuseppe Laras, presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia, nella serata di oggi presso l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Il testo e' stato riportato dall'Osservatore romano. "Si tratta di un cammino - ha detto ancora il cardinale - che, da una parte, chiude la strada a ogni opposizione tra cristianesimo ed ebraismo ma, nello stesso tempo, costringe a stare umilmente di fronte a tutta la portata della loro differenza e urge a intraprendere ulteriori passi". Il cardinale ha poi tracciato alcune indicazioni per il proseguimento futuro del dialogo ebraico-cristiano. "In primo luogo - ha detto l'arcivescovo - le sacre Scritture che insieme veneriamo ci chiamano tutti a una risposta di fede e di santita' di vita personale e comunitaria, in una reciproca sfida per servire il Signore unico Salvatore del suo popolo". "Inoltre - ha aggiunto Scola - queste medesime sacre Scritture costituiscono un tesoro spirituale che insieme possiamo studiare, meditare, scrutare, rimanendo fedeli alla nostre rispettive tradizioni e comunita' di fede, anzi arricchendo mediante il dialogo le nostre convinzioni e le nostre comunita"'. "In terzo luogo - ha detto il cardinale - in questo ampio orizzonte di dialogo e collaborazione, le sacre Scritture ci stimolano ad aprirci all'islam. Anche per i musulmani l'obbedienza al Dio Unico e' il pilastro fondamentale che regge tutta l'esistenza del credente e della comunita'. Le nostre societa' plurali rendono questo compito ormai improrogabile". "In quarto luogo - ha sottolineato ancora l'arcivescovo di Milano - le sacre Scritture che condividiamo racchiudono un prezioso patrimonio di fede che insieme possiamo offrire al mondo intero, coinvolgendolo nella scoperta del Dio Unico, che chiama tutti i popoli a stringere un Patto di alleanza e di salvezza, di amore e di gioia".




