Torino, 26 gen. - (Adnkronos) - Non risparmia critiche alla legge anticorruzione il procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena, che evidenziando "molte riserve" sul provvedimento, individua come "difetto di fondo" il fatto che nella parte penale "nulla si fa per rompere quel vincolo omertoso che lega corrotto e corruttore". Rilevando che la legge "e' stata generalmente lodata e anche criticata per la sua inefficienza" nella sua relazione Maddalena scrive: "francamente le lodi mi sembrano esagerate, tutta la parte relativa alla cosiddetta prevenzione mi sembra solo creare carrozzoni inutili e dispendiosi con poca o nulla utilita' pratica. So che questa normativa ci e' stata imposta da direttive europee, ma anche queste non sono tavole del Sinai e possono essere oggetto, spero, di qualche legittima critica" "Per quanto concerne poi la parte penale - ha proseguito - mi sembra che il difetto di fondo e' che, continuando a colpire piu' o meno in modo indifferenziato corrotto e corruttore, nulla si fa per rompere quel vincolo omertoso che lega corrotto e corruttore e che rende il numero dei reati in questa materia un numero 'nero'. Per facilitarne le emersioni occorrerebbe una normativa che favorisca la denuncia del pubblico ufficiale corrotto da parte del privato corruttore e di questa normativa - ha concluso - non solo non vi e' traccia ma la stessa pare anzi impedita sempre da disposizioni europee".




