Genova, 26 gen. - (Adnkronos) - "In generale non si ammette che il magistrato possa svolgere attivita', avere frequentazioni, accettare coinvolgimenti o incarichi che offuschino anche solo l'immagine di autonomia, di imparzialita' o indipendenza della magistratura. Per lo piu' non e' salutato positivamente il comportamento di quei magistrati che dopo aver acquisito notorieta' in campo professionale, magari con esposizioni mediatiche non proprio misurate, lascino temporaneamente la toga per questo o quel partito politico". Lo ha detto il presidente della Corte di Appello del Tribunale di Genova Mario Torti nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Torti ha parlato di "anomalie di comportamento dei magistrati" che rappresentano "se non fatti frequenti, neppure eventi proprio rari come dimostrano i numerosi interventi in proposito del capo dello Stato. Quest'ultimo -osserva il presidente della Corte d'Appello di Genova- ha invitato i magistrati a ispirare le proprie condotte a criteri di misura e di fermezza, a non cedere a forvianti esposizioni mediatiche, a non indurre in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione la imparzialita' dei singoli, dell'ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale". Torti ha aggiunto che "vanno evitate condotte che comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura, cio' accade, ad esempio, quando il magistrato si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attivita' oppure quando esercita il diritto di critica pubblica senza tenere in pieno conto che la sua posizione accentua i doveri di correttezza espositiva, compostezza, riserbo e sobrieta'".




