(Adnkronos) - "Proprio in presenza del professor Cacciafesta ho chiesto, martedi' scorso, al paziente se voleva restare da noi o essere trasferito altrove e lui mi ha confermato la volonta' di restare in questa clinica", aggiunge De Giovanni che conclude sottolineando come "se lui e i suoi familiari vogliono il trasferimento altrove si puo' fare in qualsiasi momento. Quando abbiamo appreso della denuncia siamo caduti dalle nuvole. In casi come questo, anche sapendo quanto e' oneroso il ricovero, proponiamo sempre il trasferimento, e lo abbiamo fatto anche questa volta, gia' ai primi di novembre". Fin qui la cronaca. Ma la vicenda di Alberto Bevilacqua fa riespodere a livello politicio il dibattito sul testamento biologico ma anche quello sui diritti delle coppie di fatto. "Questa assurda vicenda italiana -dichiara Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani, intervenendo sul caso dello scrittore- conferma l'importanza e la necessita' del testamento biologico, cioe' di lasciare per iscritto le proprie volonta' per quando non si sara' piu' in grado di esprimerle, indicando il fiduciario o la persona titolata a decidere. E' un peccato che Alberto Bevilacqua non abbia potuto o avuto il tempo di farlo". "La vicenda di Bevilacqua - analizza Viale - ha due profili. Il primo e' il non riconoscimento della compagna come interlocutrice, quando non si e' riusciti a indicarla come persona di riferimento al momento dei ricovero o in precedenza. Il secondo profilo riguarda le condizioni sanitarie di Alberto Bevilacqua e il consenso alle scelte terapeutiche". (segue)




