(Adnkronos) - Un "fermo no" e' arrivato gia' anche dal governatore del Veneto Luca Zaia. "La prima regola e' che ognuno e' padrone e responsabile a casa propria. Restiamo fermamente contrari a ricevere rifiuti da Roma, un no ribadito a piu' riprese e non solo nei confronti del Lazio", ha fatto sapere ieri. "Pensare che il Veneto possa ricevere rifiuti da chi non ha saputo programmare per tempo - ha aggiunto Zaia - significa offendere i veneti che, al contrario, hanno saputo agire per tempo e in perfetta compatibilita' con l'ambiente e sono tra i primissimi in Italia quanto a raccolta differenziata". A quanto si apprende sono cinque le Regioni a cui sarebbe stata chiesta la disponibilita': Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Abruzzo, per un totale di 1650 tonnellate al giorno. Impianti in queste regioni, infatti, sarebbero stati gia' contattati dall'Ama che avrebbe trovato una disponibilita' tecnica. La riunione di giovedi' servira' a testare il terreno per capire quali Regioni e in che misura saranno disponibili ad accogliere l'immondizia romana, proprio come venne chiesto oltre un anno e mezzo fa per Napoli e la Campania. Ma il sindaco Gianni Alemanno ha assicurato: "Non c'e' il rischio Napoli a Roma perche' il problema non e" la chiusura di Malagrotta in quanto tale, ma di non mettere i rifiuti del 'tal quale' dentro Malagrotta. Il rischio quindi e" l'infrazione comunitaria, le multe, non certo i rifiuti in strada". Intanto pero' la situazione si complica. Il Consiglio di Stato ha sospeso l'ordinanza del Tar del Lazio che il 29 marzo scorso aveva rigettato il ricorso presentato dall'amministrazione di Albano Laziale contro il nuovo cronoprogramma per la costruzione dell'inceneritore in localita' di Roncigliano: finche' non sara' appurato con certezza che non vi e' alcun rischio ambientale e' tutto fermo.



