Milano, 16 apr. (Adnkronos) - Riaprire il processo o mettere la parola fine all'"incubo" di Alberto, unico imputato dell'omicidio Garlasco. Saranno i giudici della Cassazione, domani, a riaccendere le speranze della famiglia Poggi o a trasformare il delitto di Chiara in un sempre piu' probabile cold case. L'ex fidanzato sara' in aula, salvo sorprese, dopo il rinvio del 5 aprile scorso. L'udienza comincera' alle 15 e ancora una volta, difesa e accusa, si daranno battaglia sui punti oscuri dell'inchiesta. E' il 13 agosto 2007 quando Chiara Poggi, 26 anni, viene uccisa nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco, in provincia di Pavia. E' il fidanzato Alberto Stasi, allora 24enne laureando alla Bocconi, a dare l'allarme. Entra dalla porta socchiusa, cammina sul pavimento sporco di sangue, poi scopre il cadavere sulle scale che portano in taverna. Su di lui puntano, da subito, le indagini. A non convincere gli investigatori sono le sue scarpe 'immacolate', l'assenza delle sue impronte sul pavimento di casa Poggi e una serie di dettagli sul ritrovamento della vittima. Elementi che, a una settimana dall'omicidio, lo portano all'iscrizione nel registro degli indagati. Sara' il ritrovamento del Dna della vittima sui pedali della sua bici bordeaux da uomo a far parlare di 'pistola fumante': per il biondino scattano le manette, ma di fronte a un quadro probatorio non convincente il gip Giulia Pravon lo rimette in liberta'. Il gup Stefano Vitelli giudica l'imputato con rito abbreviato, ma il processo lampo si 'complica': il giudice dispone ulteriori accertamenti per sopperire ad "alcune significative incompletezze d'indagine". (segue)



