Torino, 17 apr. - (Adnkronos) - La Giunta regionale ha approvato, nel corso dell'ultima riunione, la convenzione con la Regione Valle d'Aosta per la riorganizzazione ed il prosieguo della rete interregionale di oncologia e oncoematologia pediatrica. Il cancro colpisce un bambino su 650 entro i 15 anni di eta'. Ogni anno vi sono 120-140 nuovi casi per milione di bambini sotto i 15 anni. La Regione Piemonte ha istituito nel 2004, per prima in Italia, la Rete regionale di Oncologia ed Oncoematologia Pediatrica, con il preciso scopo di attivare i percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali dei pazienti di eta' compresa tra i 0 ed i 18 anni, per fornire risposte immediate e piu' vicine alle esigenze della popolazione e garantire le cure appropriate per le patologie oncologiche pediatriche. Nel 2010, la Rete regionale e' stata estesa alla Valle d'Aosta (anche in questo caso, unica esperienza in Italia). "Oggi la Rete e' stata rinnovata nella sua organizzazione, con l'individuazione di una configurazione territoriale che, ricalcando la precedente - spiega l'assessore alla Sanita' Ugo Cavallera - identifica il Centro di riferimento in Hub ed i centri periferici in Spokes (in attuazione della normativa nazionale sulle reti assistenziali) ed introduce, quali novita', l'inserimento di due nuovi Spokes ad Asti ed a Cirie"'. In particolare, la configurazione territoriale della Rete e' definita in un Centro di riferimento regionale (Hub) e 9 Centri Spoke, di cui sei di primo livello e tre di secondo livello (i centri di secondo livello svolgono prestazioni assistenziali piu' complesse di quelli di primo). "Punto nodale del funzionamento della Rete - sottolinea Cavallera - e' la stretta collaborazione tra il Centro Hub ed i Centri Spoke e tra questi e il Pediatra di Famiglia: il primo momento in cui l'intervento del Pediatra di famiglia e' prezioso, infatti, e' quello della diagnosi".



