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Milano: D'Avanzo, parroco ci sfratta da teatro e Comune guarda

domenica 21 aprile 2013
Milano: D'Avanzo, parroco ci sfratta da teatro e Comune guarda

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Milano, 18 apr (Adnkronos) - "Il parroco ci sfratta e il Comune se ne lava le mani perche', come mi ha detto Antonio Calbi, direttore del settore spettacolo, non puo' mettersi contro la Chiesa". Lo dice ad Adnkronos Gennaro D'Avanzo, che dirige il teatro San Babila da 34 anni e ha a libro paga 16 dipendenti. Il contenzioso con "monsignor Alessandro Gandini, il parroco proprietario dell'immobile, approdera' in Cassazione", dopo una sentenza favorevole a D'Avanzo in primo grado e una favorevole a Gandini in appello. All'origine della disputa, dice D'Avanzo, "la volonta' del prelato", che "l'anno prossimo andra' in pensione", di "allontanarmi perche' gli sto antipatico". Per la precisione "mi considera un peccatore perche' ho divorziato da mia moglie dopo che e' fuggita con il suo analista". D'Avanzo afferma di aver chiesto aiuto alla Curia milanese, che pero' l'avrebbe finora ignorato. "Il segretario di Scola, monsignor Bressan", alle "numerosissime email" inviategli dalla direzione del teatro, si sarebbe "limitato a rispondere di aver parlato con Gandini e che cio' gli basta perche' pro tempore e' il parroco a essere proprietario del teatro", fino a quando cioe' "non andra' in pensione l'anno prossimo". D'Avanzo rimprovera poi il clero in genere, perche' lo ritiene reo di fidarsi alla cieca dei suoi membri. "Questo parroco - spiega il direttore - dice delle bugie allo stesso modo di molti altri". L'inaffidabilita' dei preti sarebbe dimostrata "dalle cronache, dove si parla di droga e pedofilia". Appellandosi alla Curia per cercare di organizzare un incontro che possa "risolvere la questione in modo pacifico" e non per vie legali, "come invece ha voluto fino a oggi il parroco", D'Avanzo invita Comune e clero ad "ascoltare i nostri tremila abbonati" e tenere in considerazione "il contributo che il teatro San Babila ha dato alla cultura milanese". Secondo D'Avanzo, "sulla piazza il parroco Gandini e' additato come il prete dei ricchi". Tutti lo conoscerebbero "come una persona che non pensa ai poveri. C'era un oratorio, l'ha chiuso e sostituito con una palestra". A testimonianza dell'impegno del teatro a mantenere quell'indirizzo cattolico voluto dal suo promotore originario, Papa Paolo Vi, il direttore ne sottolinea l'attivita' nel "sociale", che proseguirebbe "da molti anni". Attraverso "l'Opera San Francesco" e "le case di riposo", spiega D'Avanzo, "portiamo a teatro le persone anziane che nessuno va piu' a trovare, neanche i figli". In collaborazione, poi, col riformatorio Cesare Beccaria "portiamo a teatro i ragazzi che sono in carcere".