(Adnkronos) - Nel provvedimento della Procura l'acciaio, oggetto del contratto tra l'Ilva e l'azienda irachena, e' stato considerato "vendita di cosa futura". Riguardo all'istanza di restituzione complessiva della merce avanzata dall'azienda sulla base della legge 231 approvata a dicembre dal Parlamento ed entrata ufficialmente in vigore il 3 gennaio (data della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale), ritenuta legittima dalla Corte Costituzionale lo scorso 9 aprile, la Procura ha ritenuto di trasmettere gli atti al gip Patrizia Todisco, cioe' al giudice che ha sospeso il giudizio. Il gip ha gia' ritenuto inammissibile l'istanza poiche', condividendo quanto sostenuto dalla Procura, il provvedimento della Consulta non e' stato ancora depositato ufficialmente e lo si conosce solo attraverso un comunicato stampa diffuso nella serata in cui fu presa la decisione. Secondo Procura e gip non esiste ancora alcun atto sul quale fondare un eventuale provvedimento di restituzione. La legge 231 approvata quasi all'unanimita' convertiva un decreto approvato dal governo a dicembre che reimmetteva la societa' nel possesso dei beni dell'impresa consentendo la ripresa formale della produzione e della commercializzazione dei prodotti.



