(Adnkronos) - Una mattinata tanto 'celebrativa' quanto formativa per gli studenti che hanno seguito con attenzione non solo la testimonianza delle sorelle delle vittime, ma anche quella di Antonio Iosa dell'Associazione italiana vittime del terrorismo. "A me - spiega - tocca ogni giorno ricordare che un popolo senza memoria e' un popolo senza futuro". Il suo suggerimento alle nuove generazione e' quello di "fare ricerca sui nomi delle vittime", anche "su Google e Facebook", magari pensando, come scuole, di adottare un familiare delle vittime "per farsi un'idea di cio' che erano quegli anni e raccogliere i ricordi". Se l'invito di Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso a Milano il 17 maggio 1972, e' quello di fare "attenzione anche alle parole perche' sedimentano e non lasciano scampo", Guido Podesta' sottolinea che "i lavori dei ragazzi sono straordinari" e allontanano "il rischio che gli episodi terribili di quegli anni possano riprodursi". Secondo il presidente della Provincia di Milano, "e' un momento difficile, i ragazzi non riescono a entrare nel mondo del lavoro, ma questo non deve diventare un humus da cui nasca la violenza". Nel corso della premiazione e del dibattito, moderato dal giornalista Luca Telese, sono stati proiettati anche tre video, il primo dei quali dedicato, in generale, agli omicidi degli anni '60-'70. Al centro degli altri due la morte di Lorenzo Iaio Iannuci e Fausto Tinelli, assassinati a 18 anni a Milano il 18 marzo 1978 con otto colpi di pistola da estremisti di destra, e quella di Mario Zicchieri, ucciso a 16 anni il 29 ottobre 1975 a Roma da un commando di terroristi vicini alle Brigate Rosse. "Quando se ne va un fratello, se ne va anche una parte di te", racconta Brabara Zicchieri. "La famiglia si sgretola giorno dopo giorno. Da quel momento - aggiunge - sopravviviamo, con grande dignita'". Ma l'accusa e' anche allo Stato: "Io - dice - non mi sono sentita tutelata e difesa. Noi dallo Stato siamo stati abbandonati".




