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Firenze: suor Teresa rivela, ho insegnato io la Divina Commedia a Benigni

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Firenze, 26 giu. - (Adnkronos) - Suor Teresa D'Alessandro dirige una casa di preghiera alla chiesetta di San Pierino in Palco, a Firenze. Ma prima di realizzare questa vocazione, ha lavorato come insegnante per circa 40 anni: tra i suoi alunni ha avuto anche Roberto Benigni. E fu proprio lei a fargli studiare la Divina Commedia, che oggi l'attore toscano legge nelle piazze e in tv. Sul numero del settimanale cattolico 'Toscana Oggi' in uscita in questi giorni suor Teresa racconta, per la prima volta, quegli anni. "Benigni fu mio scolaro, se non sbaglio, nel 1965 - spiega - quando frequentava la seconda media; insegnai Lettere in quella classe per cinque mesi. Fui ancora sua insegnante di Lettere negli ultimi due anni delle superiori, all'istituto tecnico commerciale Datini di Prato; studio' con me letteratura, Dante e la Divina Commedia, e mostro' vivo interesse, tanto da venire volontario piu' di una volta ottenendo discreti risultati". Che alunno era Benigni? "In Italiano - racconta suor Teresa - era veramente brillante e fantasioso. In occasione della discesa dell'uomo sulla luna, nel 1969, detti un tema molto difficile per ragazzi di 18 anni; chiedevo di confrontare questo avvenimento con il mistero e i mille perche' della vita. Ovviamente pochi, se non nessuno, seppe interpretarlo, tranne Roberto che riusci' a manifestare la profondita' del suo pensiero, nascosto nella comicita' del suo apparire. Gli diedi 8 e non era frequente che io dessi questo voto, quasi mai lo davo. Anche all'esame di maturita' scrisse un bel tema". Si capiva gia', afferma la suora, la sua capacita' di far ridere: "Trasmetteva la sua umanita' attraverso le sue battute". E tra gli aneddoti, la suora ne ricorda uno che rivelava gia' le sue doti di comico: "Come avviene in quasi tutte le scuole, vi fu una recita al Metastasio di Prato; ricordo una sua battuta: 'La suora e la professoressa Tempestini... le sorelle Kessler!'. Vi fu una fragorosa risata. Si muoveva sulla scena, cantando o parlando, con estrema naturalezza, per cui a sua madre e a sua sorella presenti dissi: 'E' veramente la sua strada, deve seguirla!'. Era facile capirlo". Suor Teresa conclude i suoi ricordi con un invito: "Come a tutti gli alunni, a Roberto ho voluto bene e sono contenta del suo successo, anche se per me 'La vita e' bella' principalmente se si ama il Signore con tutta l'anima. Vorrei rivederlo, ma e' probabile che mi abbia dimenticato".

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