Prato, 11 set. - (Adnkronos) - "Nonostante la crisi, in Italia ci sono 137.000 aziende che ricercano ma non trovano figure professionali qualificate. La scuola deve cambiare e formare sempre piu' giovani pronti per il mondo del lavoro". Lo ha detto il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi, che oggi ha inaugurato l'avvio dell'anno scolastico 2013/2014 all'Istituto Professionale Marconi di Prato. "Negli altri Paesi europei - ha ricordato il sottosegretario Toccafondi - l'alternanza scuola-lavoro funziona; in Italia gli studenti in formazione e parallelamente occupati sono solo il 3,7%, dato piu' basso tra i Paesi del vecchio continente. In Germania, invece, si supera il 20% e la media europea tocca il 13%". "Sono 758.000 - ha proseguito Toccafondi - i giovani tra i 18 e 24 anni, pari al 17,6 %, che hanno abbandonato ogni percorso formativo con in tasca la sola licenza media; i disoccupati tra i 15 e i 24 anni hanno raggiunto il 40%; i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano ne' lavorano, i cosiddetti Neet, oltre 2 milioni, il 22% dei ragazzi di quella fascia di eta'. A fronte di questo Unioncamere registra decine di migliaia di posizioni lavorative che le imprese non riescono a coprire per la mancanza di professionalita' specifiche. Perche' cio' accada occorre reperire nuove idee, fondi e soprattutto cambiare la mentalita'. Nessuno si vuole rassegnare ad essere un paese per vecchi". "Far ripartire l'istruzione significa quindi superare un disallineamento tra scuola e imprese, formare studenti pronti per il mondo del lavoro - ha aggiunto il sottosegretario -. Negli istituti tecnici e professionali ad esempio occorre garantire il funzionamento delle strutture di laboratorio, garantire la possibilita' di acquisire competenze tecniche di altissimo livello, investendo sulle materie che permettono questa formazione, facendo entrare il mondo del lavoro nelle scuole e portando i ragazzi nelle aziende. Il Decreto legge di lunedi' mattina e' un passo importante verso questo cambiamento di mentalita', occorre guardare il bicchiere mezzo pieno e lavorare perche' si riempia completamente: nello specifico bisogna lavorare perche' negli istituti tecnici e professionali si aumentino le ore di laboratorio e i periodi di stage nelle aziende, per preparare in maniera completa i giovani all'incontro con il mondo del lavoro".




