(Adnkronos) - In pratica, secondo Legambiente, il millenario paesaggio olivetato viene trattato "allo stesso livello dei territori costruiti", permettendo cosi' "la realizzazione di intere lottizzazioni, senza che per le stesse sia necessario il parere paesaggistico, anche se ricadenti in aree agricole con oliveti monumentali gia' censiti e riportati negli elenchi regionali". La modifica di legge inoltre va in deroga anche alla legge dello Stato ("ancora in vigore"), "che prevede l'abbattimento di un numero massimo di cinque alberi di olivo ogni biennio" solo per precisi motivi. "Alla luce della crescita culturale avvenuta in questo ultimo decennio da parte della comunita' pugliese che ha anche incentrato il suo sviluppo turistico sulle risorse paesaggistiche - sostiene Tarantini - sarebbe opportuno ripensare a come valorizzare le aree agricole di pregio che confinano con la periferia delle citta' adeguando e rendendo coerenti i piani attuativi degli strumenti urbanistici antecedenti all'entrata in vigore della Legge del 2007 alle finalita' della stessa e non viceversa". Secondo Legambiente Puglia il paesaggio degli uliveti monumentali "va tutelato e difeso non con politiche assistenziali che terminano quando terminano i fondi per i contributi". "Sarebbe opportuno - prosegue - che la Regione proceda con politiche di valorizzazione di territori caratterizzati da questo patrimonio di incommensurabile valore e soprattutto renda distinguibile e promuova l'olio di oliva ottenuto dalle piante millenarie al fine di assicurare il giusto prezzo ad un prodotto che e' in grado di raccontare la storia e la cultura di questa regione". "Ed infatti in questo scenario ognuno deve fare il suo: l'imprenditore deve fare impresa e il pubblico deve tutelare e promuovere il territorio e le produzioni fortemente legate ad esso che hanno un valore pubblico quando cio' diventa paesaggio, storia, cultura, benessere collettivo. E questo con politiche che garantiscano la tracciabilita' dell'olio degli olivi secolari e la promozione nel mondo dell'olio ottenuto da questi patriarchi con un Marchio Olivi secolari di Puglia. Cio' assicurerebbe - conclude Tarantini - il giusto reddito ai tanti agricoltori-custodi di un paesaggio millenario".




