Roma, 22 set. (Adnkronos) - Arci Caccia Lazio e' pronta anche a "una class action" contro la Regione per protesta contro la sospensione di caccia disposta per alcune specie, in seguito a un'ordinanza del Tar che ha parzialmente raccolto il ricorso presentato dalle Associazioni ambientaliste. "Lunedi' vedremo i nostri legali per vedere se ci sono le condizioni per rivendicare un risarcimento in termini pecunari, siamo pronti a fare una class action se sara' possibile", afferma all'Adnkronos il presidente di Arci Caccia Lazio, Claudio Terribili secondo il quale la decisione del Tar e' frutto "di una leggerezza da parte dei funzionari della Regione che hanno seguito l'iter o di chi per loro in termini politici". Terribili punta il dito contro "il caos che si e' generato, con il venir meno della certezza dei diritti dei lavoratori". La decisione del Tar e' stata resa nota venerdi' e, spiega Arci Caccia, "gli uffici tecnici provinciali preposti a dare le informazioni erano gia' chiusi". "Il rischio notevole", secondo Terribili, e' che molti cacciatori non siano informati della sospensione e della conseguente modifica al calendario venatorio. "C'e' un problema urgente di dare ampia informazione agli utenti della modifica - sottolinea - Molti cacciatori che non sono venuti a conoscenza delle modifiche, si comporteranno in base al calendario ufficializzato a suo tempo correndo rischi sia di sanzioni che di ordine penale". Basti pensare che "un cacciatore non informato che provoca un incidente e' anche scoperto dall'assicurazione. Proprio come atto di tutela, come associazione, abbiamo inviato un telegramma e prefetture e procure" per denunciare questo fatto. Arci Caccia chiede anche "l'immediata convocazione di un comitato tecnico faunistico-venatorio regionale con l'assessorato per chiarire tutta la questione dopo la decisione del Tar".




